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Lumix S1: la prova della full frame di Panasonic

Una mirrorless full frame dalle dimensioni generose ma che sfrutta al meglio ogni tecnologia al suo interno – in aggiornamento

di Matteo Curti

“Ah ma è una mirrorless?” La prima cosa che mi sono chiesto è stata questa, perché le dimensioni sono imponenti con misure e peso da reflex. Avere tra le mani la nuova Lumix S1 significa confrontarsi con una fotocamera grande, solida, capace di ottime prestazioni e non certo discreta. La mano si incastra perfettamente nell’impugnatura, l’ergonomia è curatissima, il touch screen velocizza l’interazione e i tasti retroilluminati sono una bella trovata per chi lavora in condizioni di poca luce. Appena accesa mi ha incuriosito il modo in cui si articola il display, sinceramente avrei preferito di più la libertà di movimento concessa dalla GH5, e mi ha sorpreso un lieve rumore di ventola che ogni tanto si sente nel corpo macchina: ne hanno messa davvero una dentro? Non saprei, ma se sì onore al merito – e che sia d’insegnamento per la concorrenza che ogni tanto si trova costretta a chiedere una pausa per sbollire un surriscaldamento. 

COS’È

La Lumix S1 è una mirrorless full frame da 24 milioni di pixel, con cui finalmente anche Panasonic aggiunge al suo micro 4/3 il formato pieno. E ha presentato due novità in un colpo solo: questa, che è votata ad un utilizzo più video che foto e la sorella S1R, dove R sta per la risoluzione dettagliata e generosa di cui è capace il suo sensore da 47MP. La batteria è molto grande, ma c’è da dire che le richieste di corrente sono proporzionate: consuma, come consumano i motori turbo, ma per fortuna il serbatoio è grande e il battery pack aggiuntivo risolve ogni problema di autonomia.

Lumix S1: la prova foto

Sulle caratteristiche tecniche di questo modello il web è già pieno di informazioni, e per numeri e confronti rimando ad altre sezioni di questo sito. Rispetto alla mia esperienza, è raro che un’altra macchina fotografica in questa fascia di prezzo abbia fatto meglio della S1 nello specifico delle foto notturne.

Nel mondo della tecnologia ogni primato è destinato ad essere stracciato nel giro di poco tempo, ma per il momento lo scettro di partner in crime per le attività dopo il tramonto lo consegnerei a questa Lumix. Le ragioni sono presto dette: il sensore ha il numero giusto di megapixel, pubblico sul web, metterne di più significherebbe affaticare il processo di editing e questi 24 per il mio modo di lavorare sono ben più che sufficienti. La parte software è prodigiosa, la correzione del rumore ha qualcosa di magico e lo stabilizzatore è così pronto che a 1/20 di secondo ancora posso andare senza treppiedi. Il recupero delle ombre resiste senza artefatti, il fuoco non molla neanche a -6EV, e il bip di via libera allo scatto è talmente immediato da risultare quasi predittivo.

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Lumix S1 + 24-105mm f/4 @ 1/60, f/4, ISO 3200

Le ottiche certificate da Leica sono un fiore all’occhiello, gli obiettivi pesano come manubri da palestra ma vi ruberanno l’anima e non crederete ai vostri occhi quando usando un f/4 avrete un risultato del tutto equiparabile ad un f/2.8. Ho sempre usato soltanto obiettivi f/2.8 o più luminosi, ma con questa Lumix saltano tutte le regole: alzi gli ISO e non si aggiunge rumore, usi un f/4 e il soggetto galleggia in una foschia cremosa staccandosi dal fondo in maniera netta, guardi i dettagli e capisci che quel vetro ha una risolvenza di almeno 50 linee per millimetro, o forse di più. E stiamo parlando del 24-105mm in kit. Per il 50 mm f/1.4 non c’è da perdersi molto in chiacchiere: andrebbe imbarcato sulla prossima Voyager per far vedere agli alieni di cosa siamo capaci quaggiù sulla Terra.

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Lumix S1 + 24-105mm f/4 @ 1/125, f/4, ISO 4000

Da utente Leica ho ritrovato in questa macchina la solidità dell’approccio tedesco e la qualità ottica della loro certificazione, con l’aggiunta di moltissima elettronica di livello (basti pensare che il sensore può sfruttare il micromovimento dello stabilizzatore per avere 8 scatti da montare in un’unica posa da 96MP). È inutile che i puristi storcano il naso: il menù Lumix, chiarissimo, offre anche soluzioni automatiche che aiutano i meno esperti a fare bella figura, e questo permette l’utilizzo di un’ammiraglia anche ad una clientela amatoriale. “Ma come: hai una Ferrari e usi il cambio automatico? Sì, perché alcuni giorni mi sveglio turista e non ho voglia di pensare troppo, e altre volte mi sveglio pilota e mi diverto togliendo ogni assistenza.

Dal punto di vista delle foto la Lumix S1 è quindi una favolosa scelta che vale ogni centesimo richiesto per acquistarla e, a patto di far pace con la dimensione tutt’altro che tascabile, è un ottimo investimento specialmente per via delle pregevoli ottiche Leica e Sigma che può montare senza adattatori.

Lumix S1: approfondimento video

Il mercato dell’elettronica insegna a fare i conti con la coperta corta, col piccolo compromesso che tiene distante la perfezione, perché le ragioni del cuore combattono sempre con le ragioni della fisica (e altre volte, ben più frequenti, anche con quelle del portafoglio). Chi utilizza la GH5 spera da anni in una novità che raddoppi le dimensioni del sensore pur conservando i molti formati video presenti sulla micro 4/3. Si avrebbe poca profondità di campo per uno sfocato da Porto delle nebbie, unita ad una grande ricchezza del file da gestire in postproduzione. La S1 entra quindi nel mercato per imporsi sulle rivali già affermate e diventare la fotocamera definitiva, perfetta in ogni condizione, quella da comprare una volta per tutte e finalmente smettere di rincorrere le altre Sirene. E ci riesce? 

In parte sì, ma la S1 non è una GH5 con un sensore full-frame, come invece si aspettava tutto il plotone di videomaker pronti all’acquisto del Sacro Graal.

L’adozione del full frame ha un po’ ridimensionato la cornucopia di formati della GH5 e pur conservando le notevole qualità che Lumix ha sempre garantito, non ha aggiunto quello che si sperava: niente 4k 60p a formato pieno “on board” e nessuna possibilità di intervenire sui settaggi del formato anamorfico, limitato alla scelta del quadro 4:3 o 3:2 ma solo a 29,97fps e solo per 10 minuti in h265. Leggo online, però, che dal prossimo luglio sulla S1 si potrà installare un firmware ufficiale diverso da quello nativo, che si compra a parte e apre nuove possibilità di registrazione. Formati più performanti rispetto a quelli di base, (4.2.2 interno a 10 bit, sebbene continui a mancare la codifica intra-frame in favore del long gop) e forse il potenziale hardware potrà finalmente esprimersi nel pieno delle possibilità.

Lumix sui suoi modelli più evoluti ha sempre montato un processore straordinario, il Venus ha reso possibili produzioni video economiche e decisamente ambiziose, e il 4k 30fps di questa macchina colpisce per profondità e dettagli. Il rolling shutting è molto limitato se paragonato ad altre full frame in concorrenza, il 1080, sulla scia imbattuta della GH5, è probabilmente il migliore della sua categoria per qualità di file generato. È versatile, completa, e sul set fa anche una gran figura dal punto di vista estetico, ma senza il 4k 60 fps onboard non rivoluziona l’offerta, non ha quel qualcosa in più che spingerebbe un videomaker a mollare la sua dotazione abituale e a cambiare tutto.

Si spera soltanto che il collo di bottiglia per quest’ultimo passo da fare sia una questione software e non legato ad un limite hardware.

Lumix S1: conclusioni

Con questo modello Panasonic ha intuito che la snervante ricerca della macchina perfetta, che faccia ai massimi livelli foto e video, rischia di rimanere sterile. È vero: qui è stato trovato un compromesso che ha pochi rivali nella sua fascia di prezzo, ma già altri produttori hanno saputo raggiungere risultati altrettanto ragguardevoli. La novità che questa macchina offre è la possibilità di godersi il matrimonio riuscito fra Germania e Giappone. Solidità, lenti, obiettivi e peso arrivano in dote dall’Europa, l’elettronica, l’agilità, l’affidabilità, le mille alternative di un menù ricchissimo e un processore poderoso arrivano dal Sol Levante. Già in altri casi (ad esempio la FZ1000 e la V-Lux) Lumix e Leica avevano dimostrato di guardare nella stessa direzione, ma il connubio si concentrava su prodotti di fascia media. Per la prima volta i due produttori hanno portato in dote l’eccellenza e il risultato, a conti fatti, è una terza eccellenza che interpreta con grande perspicacia il concetto di fotografia al giorno d’oggi.

Lumix S1: la prova della full frame di Panasonic
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