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In vacanza con Huawei P30 Pro e la snorkeling case

Il modello top di gamma di Huawei è stato il mio compagno di viaggio, insieme alla custodia subacquea con cui fotografare fino a 10 metri di profondità

L’estate è appena finita, ma i ricordi sono ancora molto vividi. Il merito è anche del mio compagno di viaggio, lo smartphone Huawei P30 Pro, e della galleria immagini del telefono che ogni giorno posso scrollare per tornare, almeno con la mente al mare. Non sarà come essere lì, però è già qualcosa. Posso tornare sulle isole greche in cui sono stato e anche sui fondali che ho esplorato grazie alla snorkeling case con la quale il P30 Pro può tranquillamente fotografare fino a 10 metri di profondità.

Con la custodia aumentano le dimensioni ma anche le protezioni al P30 Pro. È infatti molto resistente e assolutamente ermetica: in tre settimane di utilizzo non è entrato neanche un granello di sabbia!

Solitamente d’estate ho sempre portato con me una compatta subacquea, ma quest’anno grazie a Huawei non mi è servita. Dopo aver testato in maniera più tradizionale lo smartphone mi sono convinto che potesse rappresentare la soluzione ideale per viaggiare leggero e al tempo stesso avere uno strumento in grado di offrirmi una buona qualità per le fotografie.
E quindi fino al momento prima di chiudere la valigia stavo davvero per partire solo con il P30 e la sua custodia subacquea, ma poi, per deformazione professionale, ho aggiunto anche un piccolo drone e una mirrorless con due obiettivi. Giusto per essere sicuri. Ma tornando indietro chiuderei la valigia così come stavo per fare, infatti, alla fine ho usato per il 90% del tempo solo il P30 Pro.

Sul retro il vetro che protegge le ottiche del P30 Pro è strutturato per far scivolare via l’acqua immediatamente, così se iniziamo una ripresa sott’acqua e vogliamo proseguirla fuori non abbiamo problemi. Al mio polso anche lo smartwatch Huawei GT Active.

Ma veniamo al dunque e parliamo un po’ di come si è comportato questo smartphone con tripla fotocamera firmata da Leica. Salto tutto ciò di cui sapete già tutto visto che è in commercio già diversi mesi (se volete una rinfrescata basta guardare qui) e vado dritto alla prova pratica.
Il primo aspetto che mi ha sorpreso è l’autonomia di questo P30 Pro, infatti, la batteria da 4200mAh mi ha permesso di arrivare con tutta tranquillità a fine giornata con un uso intenso. Ed inoltre è in grado di ricaricare wireless altri dispositivi compatibili con lo standard Qi. In sostanza mi sono dimenticato di caricabatterie portatili e anzi ho addirittura potuto offrire parte della mia carica in diverse occasioni. E questo rappresenta senza dubbio un punto di forza assoluto visto l’uso che oggi si fa dello smartphone. Non solo chiamate o fotografie, ma anche mail, chat e, perché no, qualche momento di svago con dei giochi.

Prima di affrontare la prova pratica, però, mi sembra doveroso fare almeno un breve riepilogo del comparto fotografico sviluppato in collaborazione con Leica: il sensore principale ha una risoluzione da 40 megapixel, viene chiamato SuperSensitive ed utilizza lo schema RYYB al posto del tradizionale RGB. Questa modifica ha permesso agli ingegneri di Huawei di portare la sensibilità fino a 409.600 ISO. Questo sensore è abbinato ad un’ottica grandangolare con apertura f/1,6. Il secondo sensore è quello supergrandangolare, con 20 megapixel e apertura f/2,2. L’ultimo, invece, è quello con la risoluzione più bassa, 8MP, ma che può contare su stabilizzazione ottica e zoom 5x strutturato con un sistema periscopico a 5 lenti. A proposito di zoom, si possono raggiungere digitalmente anche i 10x e i 50x. Ma la perdita di qualità, soprattutto alla massima estensione focale inizia ad essere evidente. Invece di utilizzare lo zoom digitale, vi suggerisco, infatti, di sfruttare i 40MP del sensore principale per poi andare a ritagliare il dettaglio che vi interessa. Ciò non toglie che siano stati fatti grandi passi avanti e che quindi lo zoom 10x ci permette comunque di portare a casa buoni risultati e che di smartphone in grado di offrire uno zoom 50x con la qualità del P30 Pro non ce ne sono.

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Le immagini ottenute con il P30 Pro sono molto ricche di dettagli e con colori molti vividi, ma non eccessivamente sature come molti altri smartphone. Il risultato è quindi abbastanza fedele, anche quando si scatta sott’acqua. Veniamo così al punto e a come si comporta questo smartphone con il suo case subacqueo.
La snorkeling case è molto pratica da utilizzare, il sistema di chiusura e studiato bene per semplicità ed efficacia. In tre settimane di uso intensivo tra acqua di mare e sabbia non ho trovato mai neanche il più piccolo granellino al suo interno. La struttura del case è molto robusta, questo vuol dire che il P30 Pro oltre che dall’acqua è al sicuro anche in caso di cadute. A coprire le ottiche dello smartphone c’è poi un vetro dotato di un rivestimento che fa scivolare via l’acqua all’istante, permettendoci di filmare sopra e sotto l’acqua senza dover interrompere le riprese.
Sulla custodia troviamo tre tasti fisici che, una volta attivata la modalità sott’acqua dalla fotocamera, sono quelli da cui comandare il P30 Pro. Uno per sbloccare lo schermo, uno per avviare ed interrompere la registrazione video e uno per scattare le fotografie. Tenendo premuto a lungo il pulsante di scatto verrà realizzata anche una raffica. Ovviamente, sott’acqua il pannello touch screen non è gestibile, l’acqua lo farebbe impazzire! Fuori dall’acqua, però, si può usare senza troppi problemi anche attraverso il case. Attivare la modalità di utilizzo con i guanti può essere buona idea.
Dal lato opposto a quello dei pulsanti, sulla snorkeling case troviamo anche un pratico attacco a vite per treppiedi, mentre sul dorso quello che mi ha davvero convinto è l’ampia impugnatura che offre un solido grip. Huawei in dotazione offre anche un laccetto per legare il case al polso, cosa che vi suggerisco di fare sempre; non sia mai che lo smartphone vi scivoli via e finisca a tanti, troppi metri di profondità!

Nonostante il P30 Pro sia già resistente ad acqua e polvere secondo lo standard IP68, non è consigliabile esagerare con le immersioni, soprattutto in acqua di mare, anche perché le aziende non considerano sotto garanzia eventuali danni dovuti alle immersioni. Con la snorkeling case montata siamo sicuri di poter fotografare e registrare video fino a 10 metri di profondità per circa un’ora di utilizzo continuato.

Volendo trovare il pelo nell’uovo, potrei solo dire che la modalità sott’acqua potrebbe offrire una sola funzione in più: la possibilità di impostare il flash, perché a 10 metri di profondità può sicuramente tornare molto utile. Ma, detto ciò, ho trovato davvero pratica la soluzione Huawei P30 Pro e snorkeling case per scattare fotografie durante la mia vacanza. E se non avete esigenze particolari può davvero essere la combinazione vincente per viaggiare leggeri ed essere sicuri di tenere protetto il proprio smartphone. E in fondo il prezzo è anche interessante, su amazon si trova a circa 55 euro.

In vacanza con Huawei P30 Pro e la snorkeling case
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