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Anteprima

Fujifilm X-Pro 3: esperienza analogica. Aggiornato con i primi risultati

Fujifilm ha appena presentato la nuova X-Pro 3 con sensore X-Trans da 26,1 MP, una nuova simulazione pellicola e uno schermo particolare

Era nell’aria da diverso tempo ed oggi è stato tolto il velo alla nuova Fujifilm X-Pro 3. Si presenta molto simile, ad un primo sguardo, alla precedente versione, quella datata 2016, con uno stile a telemetro in cui spiccano le due ghiere per un comodo utilizzo. Molto apprezzata dai fotografi di reportage la nuova X-Pro 3 può contare su diverse caratteristiche derivanti dalla X-T3, come il processore X-Processor 4 e il sensore X-Trans CMOS 4 retroilluminato da 26,1 megapixel.

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Quello che colpisce subito sulla nuova Fujifilm X-Pro 3 è il corpo: se da una parte è resistente ad acqua e polvere come tutte le più moderne fotocamere, dall’altra invita ad un uso consapevole del mezzo. Sul dorso, infatti, non troviamo il classico schermo da mirrorless ma solo un piccolo display da 1,28 pollici che mostrerà le impostazioni di scatto o in modalità “Classica” visualizzerà la simulazione pellicola che è attiva proprio come se avessimo inserito nell’apposito alloggiamento il cartoncino della pellicola in uso.

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È comunque presente anche un display tradizionale, che però può essere utilizzato solo quando inclinato verso il basso. Questo particolare design oltre a richiamare ancora di più alle fotocamere di un tempo, vuole portare il fotografo a fotografare utilizzando il più possibile il mirino ibrido di elevata qualità (Advanced Hybrid Viewfinder) da 3,60 milioni di punti. Il fotografo solo quando dovrà fotografare dall’altezza della cintura o dal suolo allora potrà aprire il suo display e utilizzarlo per la composizione della sua fotografia.

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La nuova X-Pro 3 è protetta da un guscio in titanio e su due modelli anche da un rivestimento Duratect, caratteristiche che garantiscono una resistenza eccezionale e al tempo stesso anche la sua solita eleganza. Sarà disponibile dalla fine del mese di novembre ad un prezzo di €1939,99 per la versione Black e di €2139,99 per le versione Duratect Black e Duratect Silver.

Dopo queste breve anticipazioni sulla nuova X-Pro 3 corro alla presentazione alla stampa che sta per iniziare. Più tardi tutte le altre caratteristiche e le prime immagini dal vivo della X-Pro 3.

Primo contatto con la X-Pro 3

Ho avuto modo di passare un po’ di tempo per prendere confidenza con la nuova Fujifilm X-Pro 3, una fotocamera che assomiglia in tutto e per tutto alle precedenti versioni fatta eccezione per il display. Che merita un discorso più approfondito. Quello che è cambiato ma non si vede è anche la sua struttura interna, perché se comunque troviamo ancora la lega di magnesio in due versioni di questa Fujifilm sono stati aggiunti fondello e profilo superiore in Duratect. Si tratta di una speciale lega in grado di offrire una resistenza maggiore: in un video che ci è stato mostrato sembrerebbe che neanche la lama di un taglierino possa scalfire questo materiale. Ma c’è un contro: appena si tocca si notano le impronte digitali!

Da un punto di vista qualitativo di dubbi non ne ho mai avuti, il sensore e il processore come ho già detto sono gli stessi che abbiamo visto sulla X-T3: una garanzia. Quello che cambia con questa serie è la filosofia che c’è dietro. La voglia di riportare la fotografia al centro e solo ed esclusivamente la tecnologia. E qui entra il gioco il discorso sul display nascosto della nuova X-Pro 3.
Una scelta forte come questa è da considerare sotto diversi aspetti. In primo luogo chi ha utilizzato e amato le precedenti versioni della serie X-Pro, lo ha fatto anche per via di un mirino ibrido che, nonostante si scattasse con una fotocamera mirrorless, è stato in grado di regalare delle sensazioni analogiche. Sin dal primo modello. Il mirino della X-Pro 3 è stato ulteriormente migliorato, nella sua versione elettronica con l’inserimento di un pannello OLED, ma anche in quella ottica, con l’utilizzo di nuovi vetri. È un vero piacere utilizzarlo nella sua versione ottica. Avendo un mirino così piacevole da utilizzare per la serie X-Pro è arrivato il momento di renderlo quasi un obbligo. Un obbligo che vuole portare il fotografo a concentrasi più sulla fotografia, sull’attimo e su cosa accade intorno a lui più che a rivedere se l’immagine appena realizzata sia venuta bene o meno. Il movimento automatico che credo quasi tutti abbiamo di rivedere la foto scattata sul display è un movimento che ti fa perdere la concentrazione e magari il giusto istante da immortalare.
A me questa scelta piace, tanto che già molti anni fa suggerivo spesso di coprire con dello scotch il proprio display e rivedere le proprie fotografie solo una volta tornati a casa. Questo è un esercizio che aiuta a concentrarsi e a fotografare per davvero.

Per un commento più approfondito sulla fotocamera e sulle sue qualità aspetto la prova con un modello finale (quello che ho utilizzato è ancora un pre-produzione), ma l’importante di questa nuova Fujifilm X-Pro 3 non è tanto la qualità d’immagine, quanto le sensazioni, le emozioni che può offrire al fotografo.

Fujifilm X-Pro 3: esperienza analogica. Aggiornato con i primi risultati
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