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Anteprima

Fujifilm GFX100: la mirrorless da 100 megapixel

Provati i 102 milioni di pixel della nuova medio formato di casa Fujifilm. Anzi la nuova Large Format.

In un caldo quasi surreale, qualche giorno fa, ho partecipato all’evento dedicato alla stampa per il lancio ufficiale e le prime prove della nuova Fujifilm GFX100. E non so se sia stato proprio il caldo o cosa, ma questa cosa di chiamarla Large Format continua ad essere un mistero per me anche a distanza di diversi giorni. Il fatto di voler indicare con la parola Large che ci si trovi davanti a qualcosa meglio sia di Medium che soprattutto di Full Format, potrebbe avere avere senso se stessimo parlando di una fotocamera dedicata ad un vasto pubblico. Invece, siamo davanti ad una specie di mostro, indicata per i professionisti che sicuramente sanno bene la differenza tra un sensore medio formato ed uno a pieno formato.
Meglio sorvolare sulle diatribe linguistiche, anche perché in casa Fujifilm, in particolare nel reparto marketing, sapranno il fatto loro.

E iniziamo, invece, subito dall’aspetto più succoso della faccenda: il grande sensore da ben 102 milioni di pixel distesi su una superficie di 43,8×32,9mm. Un sensore su cui l’azienda ha lavorato molto, per arrivare ad offrire dei risultati di altissimo profilo, sia sotto l’aspetto di fedeltà cromatica che ovviamente quello della definizione dei dettagli. Tutto questo senza risparmiarsi un eccellente lavoro anche dal punto di vista di reattività della fotocamera. La GFX100, a dispetto di quanto si possa pensare, è una fotocamera estremamente reattiva, dotata di un sistema autofocus molto rapido e preciso. La funzione di messa a fuoco automatica sugli occhi (AF Eye-Tracking), ad esempio, mi ha colpito per la velocità e la precisione con cui aggancia il soggetto. Non sono un ostacolo neanche i capelli davanti al viso: appena c’è una visuale anche parziale su un’occhio l’automatismo lo centra con estrema precisione. Non male, considerato che questa potrebbe essere una fotocamera dedicata alla moda, ai ritratti e quindi per situazioni in cui bisogna essere certi di poter fare affidamento su un’ottimo autofocus.

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In questo primo incontro con la GFX100 uno degli aspetti che è saltato all’occhio è ovviamente quello legato al design. Molto curato e, nonostante le dimensioni del corpo, anche ben organizzata la disposizione dei comandi. Sul retro c’è un display touch da 3,2 pollici, che potrebbe anche sembrare piccolo rispetto al corpo, ed in effetti forse lo spazio per uno schermo un pochino più grande ci sarebbe stato. Ma per mantenere comoda l’impugnatura e avere una disposizione pratica dei tasti, in casa Fujifilm si è pensato di aggiungere due display secondari. Il primo, classico, sul profilo superiore e il secondo lungo e stretto proprio sotto al display principale. Ricorda quello che in passato si è visto su Nikon D5 Canon EOS 1D. Entrambi i display secondari possono essere personalizzati a piacimento per avere sempre ben in vista i parametri di scatto. Quello posizionato sul profilo superiore può mostrare delle ghiere virtuali al posto di quelle fisiche che non ci sono, ma in alternativa anche l’istogramma. Tornando al display principale, invece, può essere inclinato verso il basso, lateralmente o verso l’alto.
Sulla nuova GFX troviamo una caratteristica, seppur rinnovata, che già avevamo visto ed apprezzato sulla GFX-50S. Sto parlando del mirino elettronico rimovibile, che con questo modello però raggiunge i 5,76 megapixel di risoluzione.

Food Photography con GFX100. Non facile gestire in automatico il bilanciamento del bianco in una situazione come questa. Il risultato è molto fedele nonostante l’alto rischio di un’eccessiva saturazione data dai toni principali dell’immagine.

Dopo aver visto un primo prototipo alla scorsa Photokina l’attesa per la nuova GFX100 pronta era tanta, ancor di più una volta svelati dall’azienda tutti i dettagli qualche settimana fa. Guardando i risultati portati a casa in pochi minuti durante l’evento dedicato alla stampa italiana, ho potuto notare la qualità di questa fotocamera anche solo dai JPEG ottenuti direttamente in macchina. Una delle qualità su cui non si discute è sicuramente la bellezza dei JPEG che escono dalle mirrorless APS-C di Fujifilm e adesso anche dalle large format!
E anche se sviluppare i RAW da 200 mega della GFX100 ti permette di scovare dettagli anche nelle ombre più scure, certo è che per farlo hai bisogno di un computer davvero molto, prestante, altrimenti è meglio lasciar perdere da subito. I colori, la resa dei dettagli, la gestione precisa anche dei più forti contrasti insieme ad una velocità operativa che non ti aspetti da un mostro del genere, fanno della nuova GFX100 un prodotto che al primo impatto sembra perfetto. Ma perfetto per chi? Questa è la domanda più importante, perché se le capacità della GFX100 dopo questo primo e breve incontro mi sembrano eccezionali, quello che è più importante è far capire che si tratta di una fotocamera altamente professionale, adatta a chi davvero necessita di tutti questi pixel. Perché altrimenti se vuoi solo poter dire di scattare con una mirrorless medio formato, sono più che sufficienti i modelli da 50MP. E forse sono fin troppo anche quelli. Vi ricordo anche che portarvela a casa servono circa 12.000 euro, non proprio pochi.
Detto ciò veniamo al dunque e vi mostro i primi scatti realizzati con la nuova GFX100 su un set con una modella e non solo.

Sul set allestito per provare la nuova Fujifilm GFX100

D’obbligo anche un rapido test sulla sensibilità della GFX100. Ecco a voi i risultati che ci raccontano di come questa fotocamera sia in grado di reggere senza eccessivo degrado qualitativo fino a 12.800 e oltre! Infatti, anche alle sensibilità maggiori i risultati sono comunque interessanti. Mi ha stupito soprattutto il valore più alto disponibile, vale a dire 102.400 ISO, cifra fino a pochi anni neanche immaginabile ed oggi non dico utilizzabile ma comunque accettabile. Infatti le zone maggiormente affette da rumore sono quelle fuori fuoco e ovviamente le ombre, mentre nel punto di fuoco non voglio dire che sia quasi assente, ma è accettabile.

La GFX100 è veloce, reattiva, in grado di scattare ad altissime sensibilità senza troppe problematiche, può contare sulla stabilizzazione IBIS su 5 assi, offre una resa dei dettagli ottima e, inoltre, grazie alle due batterie presenti può scattare fino ad 800 immagini. Riassumendo vuol dire avere una medio formato versatile e assolutamente da portare anche fuori dallo studio. Ed è anche protetta dalle intemperie!
In conclusione, il primo convincente contatto mi porta quindi a fare subito una considerazione, che certamente aspetto di confermare dopo un vero e proprio test: siamo davanti ad una medio formato di alto livello e che ha guadagnato molti punti anche in fatto di estetica (anche se senza il mirino elettronico perde molto). Ma che soprattutto è facile da usare. Questo ultimo aspetto è sicuramente importante, perché la nuova Fujifilm GFX100 offre delle potenzialità incredibili a fronte di una facilità d’utilizzo che per questa fascia di prodotto è difficile da trovare.

Fujifilm GFX100: la mirrorless da 100 megapixel
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