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Canon EOS 1-D X Mark III: una reflex al top

Presentata la nuova ammiraglia, che conferma il formato reflex rispetto a quello mirrorless. Nonostante i “soli” 20MP si presenta come il fiore all’occhiello di casa Canon

Si, è possibile innovare, rinnovare e alzare ancora di molto il livello di una reflex digitale. Ho toccato con mano la nuova Canon EOS 1-D X Mark III poco prima di Natale, nata dalla convinzione della casa nipponica che il sistema reflex ha ancora margini di miglioramento. Ma anche dai feedback di fotografi professionisti che per certi aspetti prediligono ancora questo formato a quello mirrorless per il proprio lavoro. Uno degli aspetti che fa scegliere una reflex è sicuramente il mirino ottico. Nonostante oggi si siano raggiunti livelli eccezionali di qualità per quelli elettronici, con quello ottico non si rischia di perdere l’attimo giusto e non si affatica l’occhio se si lavora per tanto tempo appoggiati all’oculare. Fotografia sportiva e naturalistica sono i classici esempi in cui ancora oggi c’è una maggioranza di fotocamere reflex, ma è bene chiarire immediatamente che la nuova EOS 1-D X Mark III non è solo velocità, resistenza e durata. Questa fotocamera il frutto perfetto nato da tre anni di studio, ricerca e sviluppo, partito ovviamente dal corpo della Mark II a cui sono state aggiunte caratteristiche derivate dalle mirrorless EOS R e dalle videocamere EOS C.

Potendo “rubare” il meglio dalle altre famiglie EOS, la nuova 1-D X Mark III è in grado di offrire caratteristiche di eccezionale livello in tutti gli ambiti. Nonostante il sensore alla voce megapixel ne conti appena 20. Poche righe e apriamo già il primo importante capitolo: come possiamo considerare una ammiraglia una fotocamera da appena 20MP? Oggi siamo abituati a parlare di sensore da 50, 60 e anche 100 milioni di pixel, ma questo non vuol dire che i 20 megapixel della EOS 1-D X Mark III non possano competere con fotocamera dalla risoluzione decisamente maggiore. Spiego subito perché: Canon con questo modello ha ridisegnato completamente il sensore full-frame 35mm CMOS, per cercare di offrire una maggiore gamma dinamica e una migliore tenuta agli alti ISO. Gli ingegneri Canon ha pensato di riprogettare il filtro passa-basso posto davanti al sensore, creando un nuovo Quad Layer rispetto allo standard Dual Layer. Se questo filtro normalmente offre garanzie nella riproduzione del colore bloccando le frequenze più alte, c’è anche da dire che porta ad una leggera perdita di definizione delle immagini. Per questo motivo le fotocamere da studio o con tanti megapixel, studiate per offrire la più alta precisione nei dettagli anche più piccoli, spesso sono prive di filtro passa-basso. In casa Canon, per non dover rinunciare alle garanzie sul colore dato dall’utilizzo di questo filtro hanno pensato di progettarne uno migliore. Il risultato è questo filtro Quad Layer, in grado di far arrivare sui pixel un maggiore numero di fotoni. Ciò consente di fornire un segnale ottico più pulito al sensore, che di conseguenza potrà elaborare un file più dettagliato e nitido nonostante i pochi megapixel.
Un altro vantaggio di una bassa densità di pixel lo incontriamo nella resa alle alte sensibilità (la gamma si espande da 50 a 819.200 ISO); il sensore è in grado di gestire meglio il rumore per immagini più pulite e soprattutto più dettagliate.e

Oltre che sul sensore, Canon ha lavorato molto anche sulla velocità di questa nuova fotocamera a partire ovviamente dal sistema di messa fuoco. Con la EOS 1-D X Mark III ha a bordo un nuovo sensore, simile a quello fotografico, dedicato alla messa a fuoco. In sostanza questo sensore a matrice da più di 1000 punti permette al fotografo di scegliere tra ben 191 punti di messa a fuoco di cui 155 a croce. Un bel salto in avanti rispetto al vecchio sensore AF da 61 punti di cui 41 a croce. Inoltre, questo sistema lavora insieme al sensore esposimetrico RGB+IR da 400.000 pixel e 384 zone: questo lavoro di coppia porta lo scatto in raffica ad una cadenza di 16 fotogrammi al secondo con inseguimento AF attivo. Le novità, per quanto riguarda l’autofocus, non finiscono qui; infatti, la EOS 1-D X Mark III può sfruttare funzioni di derivazione mirrorless quando si sfrutta il Live View. Grazie al sistema di rilevazione di fase Dual Pixel CMOS AF ci sono 525 aree selezionabili e la cadenza di scatto con lo specchio alzato arriva fino a 20 fotogrammi al secondo, sia con otturatore elettronico che con quello meccanico.
Per rimanere in tema di raffiche, la Canon EOS 1-D X Mark III non ha limiti o quasi: oltre 1000 scatti in formato RAW, che confermano anche l’aggiornamento del buffer.

Tutta questa velocità viene supportata poi dal nuovo processore d’immagine DIGIC X, il primo di una nuova generazione completamente rinnovata. La 1-D X Mark III sfrutta questo nuovo processore integrando anche alcune novità che strizzano l’occhio al futuro, come il machine learning che permette alla fotocamera di analizzare, seguire e prevedere i movimenti di un soggetto inquadrato nella scena.

Il collo di bottiglia potremmo incontrarlo su una scheda di memoria non all’altezza, ma anche qui troviamo delle novità: la nuova Canon professionale ha due slot per le schede di memoria, con tante diverse opzioni di archiviazione, entrambi per schede CFexpress 1.0 Tybe B, che oggi sono ancora abbastanza care, ma che sicuramente diventeranno lo standard di domani.
Per chi lavora sul campo che più di file RAW da lavorare ha bisogno di file leggeri da poter inviare magari alle agenzie di stampa per l’utilizzo immediato, c’è il nuovo formato HEIF (High Efficiency Image File), invece del classico JPEG. Questo formato lo si incontra già su alcuni smartphone, ma soprattutto rappresenta una soluzione leggera ma che comunque mantiene un alto numero di informazioni per permettere anche una buona post-produzione.

Da un punto di vista estetico la nuova Canon ricalca il precedente modello, con qualche piccola modifica indirizzata ad una migliore usabilità. Mi riferisco soprattutto al nuovo pulsante AF-ON dotato di un piccolo trackpad che permette di spostare il punto di messa a fuoco più velocemente, con cui ho già potuto prendere un poco di confidenza durante la presentazione della fotocamera. E, anche se per giudicare a fondo aspetto la prova completa, si tratta di una soluzione che sicuramente avvantaggia l’utente Canon rispetto alla concorrenza. Tra le novità in ambito di struttura e corpo macchina sono contento di poter dire che Canon ha utilizzato pulsanti retroilluminati, per l’utilizzo in situazioni di scarsa luminosità.

EOS 1-D X Mark III: il comparto video

Canon ha deciso di puntare molto anche sull’ambito video, per creare quell’ibrido perfetto sia per fotografare che per fare cinema. La nuova EOS 1-D X Mark III è in grado infatti di registrare nel formato CRM 5,5K (5472×2886 pixel) a 12 bit e sfruttando per intero la superficie del sensore. Si può anche registrare utilizzando il Canon Log, per file 4K 60p HEVC/H.265 4:2:2 a 10 bit, anche in questo caso con tutta l’area del sensore interessata. Si deve scendere al formato Super 35mm per poter utilizzare anche il Dual Pixel CMOS AF.

Presente per la prima volta anche una stabilizzazione digitale su 5 assi e sarà molto apprezzata la possibilità di registrare su una scheda il video in formato RAW e sulla seconda in formato MP4 per un utilizzo immediato del file.

Non mancano poi tutte le funzioni di condivisione immediata e connettività, come Wi-Fi e Bluetooth integrati che permettono di gestire la fotocamera anche in remoto da uno smartphone. Ma se abbiamo la necessità di trasferire file a piena risoluzione è meglio continuare ad appoggiarsi al modulo Ethernet RJ-45 o a quello Wireless WTF-E9 (con questo modulo la banda Wi-Fi è da 5GHz con una portata di circa dieci metri). Il fotografo potrà anche consentire l’accesso remoto alla fotocamera grazie al supporto HTTPS, grazie al quale mentre uno scatta in agenzia o studio o quel che sia un’altra persona può scegliere gli scatti migliori direttamente e iniziare magari l’editing.
Tante altre le connettività integrate, come una presa HMDI, un jack da 3,5mm e USB-C per trasferimento e ricarica rapida. Infine, un’altra importante migliora la troviamo nella batteria. O meglio, nel modo della EOS 1-D X Mark III di utilizzare la batteria: una gestione rivista e migliorata permette alla stessa batteria della Mark II (LP-E19) di offrire infatti una autonomia decisamente superiore, si parla di più di 2850 scatti secondo lo standard CIPA.

Con questo annuncio Canon accende ancora una volta lo scontro reflex contro mirrorless, che probabilmente durerà ancora a lungo. Canon, in particolare, con la nuova EOS 1-D X Mark III vuole mettere in chiaro che, almeno in certi ambiti, il sistema reflex è ancora più affidabile di quello mirrorless, nonostante abbiano dimostrato di saper costruire un sistema senza specchio di tutto rispetto (EOS R). Ma soprattutto Canon ha messo in chiaro un concetto fondamentale: è possibile creare la perfetta fotocamera ibrida, che possa accontentare il fotografo professionista e i videomaker più evoluti e che quindi non sembra si è costretti a scegliere tra foto e video.

La nuova EOS 1-D X Mark III arriverà sul mercato a partire dalla metà di febbraio al prezzo suggerito al pubblico di €7650, tanti, senza dubbio, ma sicuramente giustificati da tutto quello che c’è dietro una fotocamera del genere.

Canon EOS 1-D X Mark III: una reflex al top
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