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Anteprima

Ronin S: ecco il nuovo gimbal DJI

Provato in anteprima il nuovo gimbal per stabilizzare fotocamere reflex e mirrorless fino ad un peso massimo di 3,8kg

di Matteo Curti

Se sei arrivato su questa pagina, con ogni probabilità sai già che per raggiungere un buon risultato nel mondo del videomaking c’è una filiera tipica da rispettare in quasi tutte le occasioni creative. Alla base di ogni progetto c’è un’idea, che andrà analizzata anche dal punto di vista economico; il budget come sempre condiziona le scelte. Poi si passa per la fase operativa prima di chiudere con il montaggio.

C’è poi una fase che precede la finalizzazione del lavoro in cui il montatore, autore dei minuti grezzi, tenderà a ricordare che quella che si sta per guardare non è una versione definitiva, perché manca la color correction, l’audio va passato al pro-tools e che ci sono ancora delle operazioni da compiere. Chi si trova a valutare un lavoro in questa fase capisce immediatamente quando si trova di fronte a qualcosa di ben fatto e non saranno i dettagli tecnici a compromettere la valutazione.

Tutto ciò per dire che ho avuto in prova il nuovo DJI Ronin S e più volte mi è stato sottolineato che non era la versione definitiva, che l’app da utilizzare per il momento è quella del Ronin 2, che certe cose sono ancora da perfezionare via software e che quello che ho è l’unico campione che sta girando in Italia e soprattutto che è ancora acerbo. Può solo servire per avere un’idea delle potenzialità del Ronin S. Ma nella mia testa, mentre dicevo sì a tutto, stavo solo già pensando a quando lo avrei potuto acquistare ed sfruttare come appendice delle mie braccia!

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Cos’è

Il nuovo DJI Ronin S è un gimbal che si impugna con una sola mano e che può stabilizzare reflex e mirrorless permettendo di realizzare riprese senza scossoni. Ci sono altri prodotti simili già sul mercato, ma è proprio per questo che DJI l’ha sviluppato tenendo bene a mente le lacune della concorrenza. Il tutto pesa 1,6 kg e può sostenere fino a 3,8 kg di peso. Nessun altro gimbal “single handed” può reggere tali carichi; il Ronin S è l’unico che permette di montare sistemi più ingombranti e pensanti di un semplice corpo macchina con obiettivo pancake. Al suo interno ci sono gli stessi motori presenti sul Ronin 2, che hanno già mostrato la loro affidabilità. Il manico non è altro che la batteria, che in due ore si ricarica e che garantisce autonomia per circa 12 ore. Tra l’altro, con un cavo aggiuntivo, la stessa batteria del Ronin S può alimentare anche la telecamera.

Come si usa

Le modalità di utilizzo principali per l’operatore sono due: una a braccio riposato e una a braccio stanco. Sto chiaramente scherzando, ma bisogna capire subito quale possa essere la posizione migliore per scaricare il peso quando più possibile in verticale. Si può anche provare a reggere il Ronin S con due mani, con i gomiti ben piantati sui fianchi, ma forse i puristi potrebbero non gradire l’estetica di questa posa.

Forse sarà incluso nella confezione un treppiedi, che comunque è imprescindibile prima di iniziare a riprendere. Infatti, posizionando il Ronin S su treppiedi si può bilanciare la telecamera; l’app (che ricordo al momento è presa in prestito dal Ronin 2, ma è logico aspettarsene una dedicata) è fondamentale in questa prima fase.

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Possiamo usare praticamente ogni macchina fotografica, ma con quelle più recenti di Canon, Nikon, Panasonic e Sony ci sarà un modulo aggiuntivo (credo sarà un optional) attraverso il quale gestire sia lo shutter che il fuoco direttamente dall’impugnatura del Ronin S.

Regolati i tanti parametri su fluidità del movimento e sul peso della macchina (consiglio di usarne una con display montato su uno snodo orientabile), si lavora molto bene con il classico joystick e con un pulsante da cui richiamare tre preset. Premendo con il pollice possiamo selezionare un preset di default (personalizzabile) che io ho impostato su camminata lenta, un secondo preset, per me è stata la camminata veloce, e un terzo preset. Quest’ultimo l’ho impostato per lavorare con la camera rasoterra, quando il mio braccio era steso verso il basso. Inoltre, tenendo premuto il tasto dei preset si attiva un Led giallo: si aziona una modalità in cui il sistema sterza bruscamente. Come se stessimo impugnando una pistola, all’altezza dell’indice abbiamo un pulsante che con un doppio click fa ritornare la camera in asse; con un triplo click, che richiede prontezza, si imposta invece il selfie-mode e l’obiettivo di colpo punterà verso di noi.

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 A chi si rivolge

Il Ronin S, pur occupando molto meno spazio del Ronin 2, sembrerebbe averne lo stesso potenziale. È un prodotto versatile e compatibile con il controller Master Wheels, con il Force Pro e con tanti altri accessori del mondo DJI. Anche con una doppia maniglia per ottenere l’impugnatura a due mani simile a quella del fratello maggiore. Ideale per il videomaker che punta a carrellate senza incertezze (e senza carrello ovviamente!) e che sceglie di fidarsi la qualità costruttiva dei prodotti DJI.

Il prezzo non è ancora stato ufficializzato, ma si parla di cifre vicine ai 1000 euro, ma sono sicuro che ne vedremo molti in giro. A partire dall’estate in poi.

Qui sotto, un breve video realizzato con il nuovo Ronin S di DJI durante lo Skate e Surf Film Festival che si svolto pochi giorni fa Milano. Si ringrazia Fowa, distributore di DJI in Italia, per la disponibilità. 

Ronin S: ecco il nuovo gimbal DJI
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