Rollei 2000 F
Storia

Hanno fatto la storia: la Rolleiflex SL 2000 F, una eccellenza in ritardo

Nel 1968, Zeiss Ikon ebbe la pessima idea di acquistare e incorporare la storica Voigtländer fondata a Vienna nel 1796. Nel 1972, a causa del boom giapponese in fotografia, la casa tedesca in perdita da anni e senza alcun prodotto competitivo, esce dal settore fotografico. Cede a Rollei la Voigtländer con la vecchia fabbrica, i dipendenti e la modesta reflex Zeiss Ikon SL 706 che verrà riproposta da Rollei come Voigtländer VSL 1 e Rolleiflex SL35M. Tuttavia nel pacchetto c’è una perla, il “Project 2000” che diventerà  la Rolleiflex SL 2000 F, una reflex tipo box ad ottica e magazzino pellicola intercambiabili. Annunciata alla Photokina del 1976, andrà in vendita solo 4 anni dopo. E questo ritardo pesò non poco sul suo futuro.

Rolleiflex SL 2000 F

Rolleiflex SL 2000 F

Mentre Singapore, dove Rollei aveva trasferito la produzione per competere (senza successo) con i giapponesi grazie ai bassi salari, produce reflex 35mm e obiettivi, la Rolleiflex SL 2000 F nasce quasi interamente in Germania con una caratteristica originale, il doppio mirino: reflex e a pozzetto per il quale sviluppa il costosissimo Sportsfinder con oculare inclinato a 30°. Con un ingrandimento 5X era suggerito per fotografia sportiva per la quale la fotocamera non era adatta, mentre era indispensabile per l’uso della custodia subacquea Aquamarin.

La Rolleiflex SL 2000 F è dotata di un esposimetro TTL con due cellule al silicio leggermente spot e può essere impiegata in automatismo a priorità dei diaframmi o in manuale. L’otturatore a tendina a scorrimento verticale offre tempi da 16 secondi a 1/1000 più autoscatto. Nel mirino non brillante per luminosità sono visibili, ai lati, due colonne con le aperture di diaframma ed i tempi di esposizione illuminate da led. Montando obiettivi con innesto precedente alla versione Rollei QBM IV (Quick Bayonet Mount), si accenderanno tutti i led come avviso. La messa a fuoco avviene su schermo smerigliato intercambiabile dotato di stigmometro circondato da una corona di microprismi. Due i pulsanti di scatto ai lati del corpo per dare la possibilità di scattare con la mano destra o sinistra.

La SL 2000 F è alimentata da 5 pile a stilo alkaline o ricaricabili al Nikel-Cadmio, necessarie per il motore incorporato da 3 fotogrammi al secondo. La pellicola si monta su un caricatore da inserire nel corpo, ma dovrà essere riavvolta a mano nel suo caricatore metallico.

La fotocamera non ha convinto il mercato, specie in America e non solo perché con il Planar 50mm f/1,8 pesa 1355 grammi, ma perché costava 1,8 milioni di lire (4400 euro di oggi), quasi come una Hasselblad 500 CM senza la sua praticità. La forma a cubo (e Rollei avrebbe dovuto saperlo bene) ha senso con le fotocamere 6x6cm per le quali non esiste l’opzione dell’inquadratura in verticale, ciò che invece è molto scomodo specie con il mirino a pozzetto.

Ricco il parco obiettivi che comprende i classici Zeiss Distagon, Planar, Sonnar e Tele-Tessar, da 16mm a 200mm prodotti in Germania con trattamento antiriflessi HFT, inclusi i super milionari Mirotar 500 e 1000mm catadiottrici. Solo i Planar 50mm f/1,4 e f/1,8 erano prodotti su licenza a Singapore insieme alla gamma dei Rolleinar, 12 focali da 14 a 400mm con trattamento antiriflessi MC (quello Zeiss), oltre a due zoom forniti dalla giapponese Tokina.

La Rolleiflex SL 2000 F, prodotta in meno di 5000 unità, viene sostituita nel 1984 dalla versione 3003 con otturatore da 1/2000 di secondo, misurazione spot ed un terzo pulsante di scatto per le riprese verticali. Rivista l’elettronica, il prezzo schizza a 2,5 milioni di lire, 6000 euro. Nel 1986 chiuderà la serie prodotta in circa 15.000 unità, la 3001 “economica” priva di mirino a pozzetto e otturatore limitato a 1/1000, costava sempre 2,2 milioni di lire.

Rarissime alcune versioni limitate come una Safari 3003 grigia e la Metric per fotogrammetria dotata di un cristallo con fili a croce sul piano focale che, impressionati sulla pellicola, consentono la misurazione e ricostruzione della scena con le giuste distanze. Rara la 3003 Traveller Set bianca offerta con Planar 50mm f/1,8, Apo-Rolleinar 70-210mm f/3,5-4,5 Macro, caricabatterie Ni-Cad rapido con attacco per automobile e bauletto Tectra tropicalizzato.

Con la Rolleiflex SL 2000 F fu allestito un sistema per fotografia notturna con un modulo ad intensificazione d’immagine fino a 35.000 volte. Il kit oltre alla fotocamera dotata di Planar 50mm f/1,4 da montare in posizione invertita a piena apertura, include l’amplificatore con i necessari adattatori per montare i vari obiettivi della gamma. Senza obiettivo di ripresa il complesso è lungo 40cm e pesa 3kg.

Rolleiflex SL 2000 F

L’allestimento per la fotografia notturna

Nel 1985, una serie di Rolleiflex 3000 P fu fornita alle unità mobili o fisse della polizia stradale tedesca. La fotocamera, telecomandata, poteva montare oltre allo standard speciali magazzini da 250 a 800 fotogrammi. Due gli obiettivi da 50 o 80mm dotati di otturatore centrale elettronico fino a 1/800. Tramite la presa a 15 poli l’apparecchio poteva ricevere dati dai dispositivi della polizia stradale per il controllo velocità di allora per imprimerli su ciascun fotogramma.

Nel 1994, quando Fuji e Nikon già commercializzavano le prime fotocamere digitali, furono realizzati due prototipi su corpi 2000 e 3003 per riprese still-video, tecnologia lanciata da Sony nel 1981 e morta lì, adottata per i primi passi della fotografia elettronica.

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