Editoriali

Nei primi 10 mesi crescono solo le mirrorless

Quasi alla fine dell’anno si può cominciare a ragionare su come sono andati i primi 10 mesi per la produzione di fotocamere. A colpo d’occhio, il grafico che vi mostriamo è molto esplicito e conferma lo stato di debolezza dell’intero settore. Tuttavia i quattro maggiori marchi Canon, Fuji, Nikon e Sony hanno appena rivisto in crescita la produzione complessiva delle loro fotocamere che potrebbe portare ad un risultato migliore delle previsioni Cipa dello scorso febbraio ed evidenziate nel grafico dal tratto in rosso.

mirrorless

ANDAMENTO DELLA PRODUZIONE 1997-2017 (CIPA).
Dopo il record della produzione giapponese nel 2012 a causa del crollo della domanda di compatte digitali dovuta alla semplicità operativa degli smartphone. Il mercato sembra mostrare segno di una modesta ripresa.
Il grafico oltre all’andamento delle fotocamere ad ottica intercambiabile, mostra quello della produzione di obiettivi. La linea blu rappresenta la produzione complessiva; quella tratteggiata la produzione degli obiettivi supplementari acquistati oltre quello di serie fornito in kit nella maggioranza dei casi.

Canon (che chiude l’anno fiscale a dicembre) ritiene di produrre 9,5milioni di unità con una crescita dell’8%. Fuji punta ad un milione, mentre Nikon prevede di raggiungere i 5,2 milioni con un più 8,3% rispetto allo scorso anno quando il terremoto che aveva semidistrutto la fabbrica di sensori di Sony aveva bloccato la sua produzione. Sony, dopo anni di riservatezza, rende pubblica sua previsione di 4,2 milioni di Alpha mirrorless.

La previsione Cipa indicava, per l’intero 2017, una produzione di 10,5 milioni di compatte rispetto ai 12,6 milioni del 2016 e di 11,2 milioni di fotocamere ad ottica intercambiabile rispetto ai passati 11,6 milioni. Con i dati di gennaio-ottobre, il trend della produzione è nel complesso positivo con un più 10% sullo stesso periodo precedente; brillano le mirrorless del con un più 46% (con Sony nettamente in testa), mentre le reflex rallentano di un 6% abbondante. In parole povere, però, già a ottobre la produzione giapponese ha raggiunto la previsione per l’intero anno. Tutto fa pensare, che nonostante una frenata proprio in ottobre, alla fine ci sarà un segno più. 

Ciò detto, rispetto al record del 2012, le DSRL hanno perso il 30% sui 16,8 milioni di unità, mentre le mirrorless sono quasi tornate al volume record di 4,2 milioni. Resta ragguardevole la crescita della domanda di fotocamere mirrorless rispetto alle classiche DSRL. Questo significa che le mirrorless che nel 2012 costituivano il 26% della produzione di fotocamere ad ottica intercambiabile, oggi mostrano che la loro quota è schizzata al 48%.

Questo 10% di ripresa è molto probabilmente dovuto ad una fase di inizio sostituzione delle attrezzature. In questo caso, la tendenza pare decisamente indirizzata alla tipologia mirrorless che gode il favore di alta qualità, compattezza e peso, oltre al fatto che la scarsa efficienza dei primi mirini elettronici ha fatto passi da gigante.

In questa situazione sono in ritardo le due grandi che non hanno proposto mirrorless realmente competitive con le proprie DSRL. La politica dei maggiori produttori è sempre stata quella di attendere il più possibile per lanciarsi in una nuova arena, ma i tempi sono più che scaduti per entrambi. Photojournal sa da fonte certa che, non solo, il prossimo anno debutterà la prima mirrorless by Nikon, ma che lo farà (dovrà farlo) con un nuovo innesto per gli obiettivi che susciterà le ire di molti affezionati. Di Canon non si rumoreggia nemmeno, ma non potrà più astenersi da affrontare la svolta.

© Riproduzione riservata
Commenta

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

To Top