pluto, pluto trigger, water drop photography
Test

Pluto Trigger: tuoni o gocce, non gli sfugge nulla!

Il tempismo è tutto. Vale sia nella vita che nella fotografia. Quello che un istante prima era un sorriso di un bambino, un istante dopo potrebbe essere il pianto dello stesso bambino. Il fotografo deve avere la capacità di cogliere l’attimo decisivo, come diceva Henri Cartier-Bresson.

Tale capacità dipende innanzitutto dalla sensibilità del fotografo: deve valutare quando quello che gli sta succedendo davanti è qualcosa che valga la pena immortalare in uno scatto fotografico. Ma dipende anche dall’utilizzo di strumenti specifici, con i quali gestire situazioni fotografiche particolarmente complesse, come un tuono che illumina la notte oppure due gocce d’acqua che si scontrano.

Ovvero uno strumento come il Pluto Trigger, un vero e proprio sistema di controllo dello scatto, estremamente flessibile grazie a tanti accessori e al controllo tramite app dedicata.

Nella scatola

Accedere al sito https://it.plutotrigger.com è come entrare nel paese dei balocchi. Acquistare infatti il Pluto Trigger “nudo e crudo” non ha particolarmente senso. Innanzitutto perché ci servirà almeno un cavo di scatto adatto alla fotocamera oppure alle fotocamere che possediamo. Ma anche perché alcuni accessori sono assolutamente unici, come la Pluto Valve, indispensabile per dedicarsi alla water drop photography. Inoltre ci sono anche tanti altri accessori, dai bracci di supporto ai trigger in radiofrequenza.

Nella scatola del Pluto Trigger troviamo comunque un bel po’ di cose. Abbiamo innanzitutto l’unità di controllo, tanto piccola quanto affollata di controlli, sensori e connessioni. Troviamo poi l’emettitore laser, utile per attivare lo scatto quando un oggetto si interpone sul fascio del laser stesso. Abbiamo poi un alimentatore USB, anche se con presa di tipo inglese. Un qualsiasi alimentatore USB, così come una qualsiasi presa USB del nostro computer, vanno ugualmente bene per ricaricare sia il Pluto Trigger che l’emettitore laser.

Completano la dotazione un cavo USB/microUSB per la ricarica, una custodia morbida per il trasporto, un foglio con un minimo di indicazioni e due cavi di connessione: uno per il flash e uno per la fotocamera. Quest’ultimo sarà del tipo che abbiamo scelto al momento dell’acquisto: nel mio caso è quello dedicato alla Nikon D700.

Per potermi dedicare alla water drop photography ho anche preso la sopracitata Valvola Pluto con il suo cavo e il suo supporto a ganascia, indispensabile per far cadere dove vogliamo le gocce. Purtroppo manca la batteria per alimentarlo: serve una batteria 12V A23, da acquistare a parte.

Esperienza d’uso

Nella confezione del Pluto Trigger le istruzioni sono ridotte a un foglietto con le sole indicazioni su come scaricare l’app dedicata. Fortunatamente sul sito troviamo le istruzioni complete tradotte anche in italiano: https://it.plutotrigger.com/pages/manuals

Infatti senza istruzioni potremmo trovarci spaesati di fronte alle tante possibilità di controllo dello scatto. Possiamo infatti fare scatti singoli, scatti intervallati, scatti ritardati: HDR, time lapse, star trail sono quindi situazioni facilmente gestibili.

Se poi si fanno entrare in gioco i sensori del Pluto Trigger ed eventualmente anche quelli del nostro smartphone, possiamo controllare gli eventi più disparati: dallo scoppio di un palloncino al passaggio di un animale selvatico.

Il controllo della Pluto Valve permette poi di creare spettacolari collisioni tra liquidi, cercando la sincronia perfetta tra l’erogazione della goccia e l’attivazione dello scatto. Veniamo aiutatati nella ricerca della sincronia dal software, che permette di procedere a tentativi in modo automatico, aumentando il tempo di 5 millisecondi alla volta.

I risultati

Non pensate che al primo tentativo avrete collisioni di gocce spettacolari. Anzi, probabilmente al primo tentativo otterrete come me una foto di una ciotola piena di latte, dove non sta succedendo assolutamente nulla.

Risulta infatti necessario un bel po’ di tempo per padroneggiare a pieno l’uso del Pluto Trigger. Dovremo capire bene il significato dei vari parametri e decidere come sfruttarli per ottenere immagini interessanti. Serve quindi pazienza e tenacia per non mollare dopo i primi risultati infruttuosi.

Serve anche un po’ di fortuna. Nella water drop photography per esempio i liquidi cambiano di densità e due cadute di gocce successive non daranno mai lo stesso risultato. Nelle mie prove ho ottenuto una percentuale di risultati interessanti di meno del 2%!

Serve infine avere un minimo di conoscenze fotografiche. Devi sapere che è meglio usare un macro, che serve la messa a fuoco manuale, che serve chiudere parecchio il diaframma, che serve un flash impostato a bassa potenza per avere un lampo di brevissima durata. Nozioni alla portata di chiunque si avventuri nella speed photography, ma chi è alle prime armi dovrà imparare tentativo dopo tentativo.

Quindi il Pluto Trigger aiuta tantissimo, ma il grosso del lavoro resta sempre a noi.

Conclusioni

Tre anni fa avevo costruito un telecomando completo di sensori di prossimità e suono basato su Arduino. L’avevo chiamato con neppure troppa fantasia Telecomanduino. Mi era costato un anno di lavoro per imparare le basi dell’elettronica e della programmazione necessari per far funzionare il tutto.

Il Pluto Trigger invece funziona subito, senza dover fare neppure una sola saldatura. Inoltre grazie ai tanti sensori e all’ottima integrazione con il software della sua app dedicata, ci mette a disposizione ben 24 diverse possibilità di controllo dello scatto.

Gli unici limiti sono la nostra fantasia e la nostra pazienza. Oltre alla sfortuna, ma un buon fotografo sa che deve sempre tenerla in conto!

Pluto Trigger: tuoni o gocce, non gli sfugge nulla!
© Riproduzione riservata
Commenta

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

To Top