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Panasonic Lumix GX9, mirrorless da strada

Rapporto qualità-prezzo da far invidia, 20MP senza filtro passa-basso, 4K video e 4K Photo, stabilizzazione ibrida e molto altro dentro il corpo compatto della nuova Lumix GX9

Sin dal giorno della presentazione alla stampa ero davvero curioso di poter mettere le mani sull’ultima nata in casa Panasonic: la Lumix GX9. Ora che finalmente ne ho avuto la possibilità, confermo quasi tutte quelle che erano state le mie prime impressioni.

La GX9 è infatti una fotocamera robusta nonostante un corpo molto compatto, che riporta alla mente le fotocamere a telemetro di un tempo. Al suo interno il sensore LiveMos da 20MP senza filtro passa-basso regala immagini molto dettagliate e il sistema di stabilizzazione su 5 assi è un salvagente in molte situazione. Proprio lo stabilizzatore Dual IS, come anche il processore Venus Engine, derivano dalla sorella maggiore, la Lumix G9.

La nuova Lumix GX9 va a prendere il posto della GX8, si posiziona sopra la GX80, fotocamera simile nella struttura ma più economica, e sotto la G9. Anche se da quest’ultima “ruba” molte funzioni. La Lumix G9 è una fotocamera diversa, simile ad una reflex e adatta alla fotografia sportiva o d’azione e in grado di sostenere anche obiettivi di un certo peso. La GX9, dal canto suo, è invece adatta alla fotografia di strada o al viaggio vista la sua estrema compattezza. Utilizzata insieme ad un piccolo obiettivo come può essere il 12-32mm, che ho utilizzato io per la prova, diventa davvero comoda da portare sempre in giro. Entra senza difficoltà nella tasca di una giacca.

CORPO MACCHINA E UTILIZZO

Lo stile da fotocamera a telemetro è un classico della serie GX e la nuova Lumix GX9 non fa eccezione. Come la sorella maggiore GX8 il segno distintivo è il mirino elettronico orientabile, ma rispetto al modello precedente è più piccola e leggera. Se da una parte ciò rappresenta senza dubbio una vantaggio, dall’altra alcune caratteristiche secondo me ne pagano il prezzo. Su tutte l’impugnatura che è stata ridotta e nonostante sia abbastanza comoda nel modello precedente era più salda. Soprattutto per chi ha mani grandi. Comunque, per chi preferiva una presa più abbondante c’è un grip aggiuntivo che può essere acquistato a parte.

Nonostante le dimensioni ridotte, ci sono tutti i pulsanti e le ghiere che servono ad un fotografo. Tutte a portata di mano. Sul profilo superiore la ghiera dei modi e quella della compensazione dell’esposizione si manovrano con il pollice. Mentre serve l’indice, oltre che per scattare, anche per gestire l’apertura del diaframma. Sul dorso tutto posizionato in maniera canonica, con la ghiera dei tempi che sembra la naturale continuazione del proprio pollice. 

Per i fotografi meno esperti entra in gioco il nuovo display LCD touchscreen, non più completamente orientabile ma che può essere inclinato solo verso l’alto o verso il basso. In generale è sufficiente questo movimento limitato, ma se pensate di potervi fare selfie inquadrando con precisione potete scordarvelo. Il pannello touch è davvero reattivo, ma per navigare nel menu trovo più pratico usare le ghiere e i tasti come si è sempre fatto. 

Quello di cui si puo sentire la mancanza è un pratico joystick per scegliere il punto di messa a fuoco, ma qui viene in aiuto il display touch screen. Non è una novità, ma anche la GX9 offre la possibilità di muovere un dito sul display mentre si sta guardando attraverso il mirino per scegliere il punto di messa a fuoco. Davvero una comoda soluzione per sopperire alla mancanza di un joystick.

Sulla costruzione di questa fotocamera non posso che fare i complimenti ai designer di Panasonic, anche se io ad essere sincero continuo a non essere del tutto convinto della piena utilità del mirino orientabile. Credo sia sufficiente il display orientabile! 

Nonostante la GX9 non sia nata per l’azione, non mancano le modalità che ormai sono un segno distintivo delle fotocamere Lumix. Sto parlando del 4K Photo e del video 4K, che però non ho sfruttato quasi mai. La nuova Lumtix GX9 è una fotocamera più adatta alla fotografia di strada o di viaggio come ho già detto, quindi situazioni in cui la velocità offerta dal 4K Photo non è fondamentale. Ma senza dubbio ci si può divertire. Così come, non essendo un videomaker, non ho provato le modalità video 4K, ma sappiamo tutti essere un punto di eccellenza in casa Panasonic. La GX9 non potrà sostituire la GH5 e neanche la G9, ma per chi oltre alle fotografie vuole registrare qualche breve video di buona qualità non ci saranno problemi.

Per il tipo di utilizzo più indicato alla GX9, serve invece un buon sistema AF, cosa che non manca, nonostante non sia lo stesso che equipaggia le sorelle maggiori G9 e GH5. Si tratta di un sistema da 49 aree AF, più simile a quello della G80. Ciò non toglie che la reattività del sistema è ottima; Panasonic parla di soli 0,07 secondi per agganciare il punto di messa a fuoco. Risulta difficile confermare questo dato, ma posso sicuramente dirvi che è molto rapido. 

RISULTATI E QUALITà D’IMMAGINE

L’assenza del filtro passa-basso sul sensore Micro QuattroTerzi da 20,3MP effettivamente offre un’ottima resa dei dettagli. Ma ciò non basta a poter mettere questo sensore sullo stesso piano di quelli delle fotocamere rivali che montano un APS-C. Infatti, alle alte sensibilità i problemi tipici di un sensore così piccolo rimangono presenti, anche se la resa dei colori e dei dettagli in condizioni ottimali sono davvero eccellenti. 

Le immagini che trovate nella gallery qui sotto provengono tutte da file JPEG Fine, eccetto dove indicato. 

È evidente che scattare con un sensore così piccolo può essere problematico se lavoriamo a sensibilità molto elevate o in situazioni con poca luce. Ma con la GX9, a differenza di quanto si possa pensare, ho notato come si possa contare su una buona gamma dinamica. Certo, solo alle sensibilità più basse, ma se si scatta in RAW, possiamo recuperare buona parte delle ombre e delle alte luci.  

Alle sensibilità più basse (fino 400 ISO) le immagini sono pulite e ricche di dettagli; ingrandendo molto una fotografia scattata a 800 ISO, invece, possiamo inziare a notare una leggera presenza di grana nelle zone di ombra. Mentre già a 1600 ISO il rumore può essere considerato più di un fastidio. Lavorando sui file RAW, però, possiamo ancora recuperare il dettaglio necessario per rendere una fotografia utilizzabile anche se scattata a ISO 3200. Oltre suggerisco di non andare. 

CONCLUSIONI

Come ho già lasciato intendere, la GX9 è una fotocamera che ho apprezzato, sia dal punto di vista dell’ergonomia sia da quello della qualità generale d’immagine. Utilizzarla con il grip opzionale e magari un obiettivo della linea targata Leica, tutti più pesanti del 12-32mm che ho usato io, porterebbero la qualità ancora più in alto, ma si perderebbe il concetto di estrema portabilità. Bisogna fare una scelta! Una scelta che parte dal prezzo di 799 euro per il solo corpo. 

Volendo cercare il pelo nell’uovo posso dire che l’autonomia della batteria è forse troppo esigua, difficile portare a casa più di 200/250 scatti. Ma con la modalità di risparmio energetico possiamo continuare a scattare senza troppi pensieri. Come in tutte le fotocamere Lumix c’è tanta tecnologia, un touch screen reattivo, una modalità silenziosa che può tornare utile spesso e volentieri, tutte le varie funzione 4K e molto altro ancora. Tutti aspetti che incidono sulla durata della batteria. Forse, per questo genere di Lumix, si potrebbe pensare di renderle più “scarne”; di conseguenza si allungherebbe l’autonomia.

Immagino che l’utente che cerca la qualità offerta dalla GX9 non abbia bisogno di tanti filtri creativi, di tante opzioni divertenti ma che alla fine non so in quanti utilizzeranno. Io, per come la vedo, porterei la linea GX ad un livello più alto: poche chiacchiere e qualità super. Chissà che non accadrà nel futuro. Magari anche con un sensore più grande, visto che poi, inutile girarci intorno, se vogliamo è l’unico limite di questa fotocamera. Stiamo a vedere cosa ci aspetta, magari già alla prossima Photokina.

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