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Panasonic Lumix G9: primo contatto

Provata sul campo la nuova Lumix G9, l’ammiraglia pensata per i fotografi

Il concetto fondamentale, intorno al quale sono ruotati i discorsi di presentazione alla stampa della nuova Panasonic Lumix G9, è chiaro: se la GH5 si può considerare un riferimento in ambito video, con questa nuova fotocamera si vogliono scalare posizioni in campo fotografico. Il presidente della divisione Imaging di Panasonic, Yosuke Yamane, lo ha ribadito più volte. 

Insieme ad altri giornalisti della stampa specializzata ho partecipato all’evento europeo per il lancio della Lumix G9 a Cascais, in Portogallo, dove abbiamo potuto anche mettere alla prova per un primo assaggio la nuova arrivata, in diverse situazioni, e parlare con chi la macchina l’ha progettata. 

Lumix G9

COSA C’È DI NUOVO

La nuova Lumix G9 è costruita intorno al sensore sempre formato Micro 4:3, ma di nuova concezione, da 20MP di risoluzione e privo di filtro passa basso. Secondo gli ingegneri Panasonic è stato raggiunto il miglior bilanciamento possibile tra prestazioni e dimensioni del sensore, ma secondo me siamo anche vicini alla saturazione. Parlando sempre con chi ha sviluppato questa fotocamera abbiamo avuto la conferma, ma già era noto, che lo step successivo su cui Panasonic si sta concentrando è l’8K e proprio per questo motivo mi chiedo: sarà possibile aumentare il numero di pixel su questo formato? Sta di fatto, comunque, che la Lumix G9 è un concentrato di tecnologia, in gran parte derivante dalla GH5, ma che spinge molto sull’aspetto fotografico, cercando così di ampliare le possibilità fino ad oggi offerte dalla casa. Per il momento, la soluzione sviluppata per poter competere con fotocamere dalla risoluzione più alta c’è, si tratta di una nuova funzione che porta la risoluzione a 80MP: High Resolution sfrutta lo spostamento del sensore per realizzare 8 diverse fotografie che unite insieme aumentano la risoluzione finale dell’immagine, ma chiaramente si tratta di una possibilità che può essere sfruttata su soggetti statici e montando la Lumix G9 su un treppiedi. Ma è sicuramente interessante il fatto che si possa ottenere anche il formato RAW del file da 80MP. 

Lumix G9

A livello di velocità di scatto, Panasonic non teme la concorrenza, tanto da presentare la Lumix G9 come una fotocamera adatta al fotografo naturalista e a quello sportivo. In effetti i numeri parlano chiaro: 20 fotogrammi al secondo con autofocus continuo e 60 fps con autofocus singolo, tutto a piena risoluzione e in formato RAW. Le tanto ammirate funzioni 6K Photo e 4K Photo, che permettono di registrare un breve video e di estrapolare il fotogramma preferito, con queste capacità quasi non servono, anche se comunque le troviamo a bordo; non si sa mai. Grazie all’otturatore elettronico e alla possibilità di attivare la modalità pre-buffer fino a un secondo, la fotocamera si attiva autonomamente per non perdere neanche un istante della scena, andando così incontro ai fotografi meno reattivi. L’unico problema che ho riscontrato è l’eccessiva sensibilità del pulsante di scatto: va bene essere talmente reattivi da mettere a fuoco e scattare quasi in contemporanea, ma in questo caso siamo proprio al limite e per chi è abituato ad andare con decisione a metà corsa per mettere a fuoco prima di premere a fondo il pulsante, il rischio di scattare prima del previsto è alto. E diciamo che trovato un po’ di scatti partiti accidentalmente nella scheda. Su questo aspetto gli ingegneri hanno assicurato che si tratta del risultato che cercavano, proprio non far perdere mai l’attimo giusto al fotografo. Sarà, ma così si catturano anche attimi indesiderati. 

Rivisto e aggiornato anche il sistema di messa a fuoco DFD Panasonic. Sulla nuova Lumix G9 offre anche una nuova modalità di messa a fuoco precisa, che permette di ingrandire i dettagli più lontani, per essere certi di aver posizionato il fuoco sul punto giusto; modalità che si è rivelata particolarmente utile quando ho montato il nuovo Leica DG Elmarit 200mm f/2,8 Power O.I.S. durante la mia prova. Tra l’altro nel mirino o sul display, quando si attiva questa modalità, il punto di messa a fuoco non viene evidenziato con il classico quadratino, ma con una crocetta, che aiuta ad essere ancora più precisi. Utilizzando questa funzione con un’altra novità introdotta con questo modello, vale a dire il joystick di controllo a lato del display posteriore, si riduce drasticamente la possibilità d’errore. 

Lumix G9

Continuando a parlare di messa a fuoco, posso aggiungere che anche la modalità Face Detection, che può essere utilizzata anche la la funzione di Eye Detection, è molto affidabile e tra l’altro la fotocamera, se non riconosce un volto rivolto frontalmente, cerca anche i soggetti che sono di profilo o comunque non del tutto frontali in modo da privilegiare sempre la figura umana. 

Se Panasonic vuole davvero puntare anche sulla fotografia sportiva e naturalistica dovrà fare qualche aggiustamento mirato alla modalità AF Tracking, cosa che ci è stata assicurata sarà fatta prima del lancio ufficiale sul mercato, non sempre in grado di tenere agganciato il soggetto per la l’intera durata della raffica, e sulla lettura esposimetrica in condizione di forte controluce. Infatti, in questi casi, la Lumix G9 tende a privilegiare lo sfondo rispetto al soggetto rendendo ancora più difficile per il sistema autofocus centrare il bersaglio.

Lumix G9

Un’ultima modalità interessante è la funzione per la fotografia notturna ed astronomica: si può infatti rendere mirino e display completamenti virati al rosso, in modo da non rimanere abbagliati guardando in piena oscurità un display molto luminoso, ma soprattutto aiuta il fotografo nella composizione al buio. Si può decidere di attivare la funzione sia per mirino che per display o solo per uno dei due. 

Lumix G9

Come accessorio opzionale per la Lumix G9 c’è anche un battery grip, che aumenta l’autonomia e offre i comandi replicati anche per l’impugnatura verticale; nell’intenso pomeriggio di shooting anche senza l’ausilio della batteria aggiuntiva non ho avuto alcun problema di benzina scattando tante raffiche, sfruttando modalità che richiedono molta energia e rivedendo spesso le immagini. Con il grip montato, immagino si possa arrivare senza difficoltà a fine giornata. 

CORPO MACCHINA

Dall’impugnatura verticale a quella tradizionale per parlare un po’ di estetica e design: la prima cosa che mi ha colpito della nuova Lumix G9 è proprio l’impugnatura, sporge abbastanza in avanti risultando molto comoda e permettendomi di tenere ben salda la fotocamera. Quasi a pari merito, c’è il secondo display posto sul profilo superiore del corpo macchina che da tutte le informazioni di scatto, proprio come nelle fotocamere professionali. Tante altre le novità anche a livello di design, come l’introduzione del joystick di cui ho già fatto menzione, ma che è bene sottolineare ci permette di gestire con facilità i punti di messa a fuoco che da 49 sono stati portati a 225; aggiunto lo slot per doppia scheda di memoria SD e quindi anche diverse modalità di archiviazione. Il display è orientabile e con tecnologia touch, se possibile è ancora più preciso dei precedenti modelli. C’è poi il mirino elettronico EVF OLED da 3,68 milioni di punti che garantisce un refresh a 120 Hz con un ritardo sotto ai 5 millisecondi; in sostanza vediamo sempre un’immagine fluida quasi senza interruzioni. Non voglio dire che non ho sentito la mancanza del mirino ottico, ma che sicuramente mi posso abiutare a guardare anche in un mirino elettronico… se queste sono le prestazioni! Non ho riscontrato neanche alcun ritardo degno di nota nel passaggio tra la visione a monitor a quella nel mirino e viceversa, le immagini appaiono istantaneamente. 

Cosa manca? Manca forse un flash pop-up, ma se la fotocamera vuole essere indirizzata ai professionisti è giusto così, perché il professionista che ha bisogno di un flash, cercherà qualcosa di più performante e quindi si dovrà munire di un flash separato da montare sulla slitta. 

VIDEO

Non ho ancora accennato alle funzioni video perché la Lumix G9 prima di tutto vuole essere una fotocamera e non una videocamera, ma per chi fosse interessato può stare tranquillo: non siamo poi così lontani dalla GH5, c’è l’uscita per le cuffie, l’ingresso per il microfono, troviamo la registrazione in 4K a 60fps e 150 megabit. Con la Lumix G9 abbiamo la limitazione alla durata della registrazione e mancano la registrazione log gamma, il 4:2:2 e l’HDR. Poche differenze con la sorella, quasi tutte al livello di software per non andare ad intaccare il mercato della GH5, ma con la limitazione di registrazione dovuta a questioni di smaltimento del calore generato dal sensore durante al registrazione, il corpo più compatto rispetto alla GH5 ha dei limiti in questo senso. 

CONCLUSIONI

Il solo corpo sarà sul mercato a 1699 euro, che non sono pochi se guardiamo alla concorrenza, in particolare a Fujifilm e alla XT-2, ma che non sono neanche tanti se pensiamo anche alle possibilità video offerte. Ci troviamo davanti ad un prodotto completo, che offre ottime specifiche e ottime prestazioni dal punto di vista fotografico e che ha in dote anche un comparto video di primo piano seppur non professionale. La nuova Lumix G9 potrebbe davvero diventare l’apparecchio ideale per chi fa fotografie e anche qualche video, per chi ha bisogno di velocità ma anche di compattezza. 

Vi lascio guardare i risultati ottenuti in questa prima prova sul campo, con la promessa di completare il test appena il prodotto arriverà sul mercato e sarà quindi disponibile per una prova approfondita (inizio 2018), che possa includere anche il test sulla sensibilità del nuovo sensore Micro 4:3, argomento sempre delicato per questa categoria. 

 

 

 

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