Lumix GH5
Test

Lumix GH5: la prova video dell’ammiraglia Panasonic

Anche se la nuova Lumix GH5 ha un comparto fotografico di tutto rispetto, la gamma GH è stata sempre votata al video. Vediamo allora come si comporta 

Panasonic ce l’ha fatta un’altra volta. Con l’uscita della nuova ammiraglia micro quattro terzi, la Lumix GH5, ha perfezionato ulteriormente la tecnologia video innovativa della serie GH, raggiungendo un livello impensabile solo pochi anni fa per il segmento delle fotocamere orientate al video.

Mantenendo quanto promesso la prima volta nel settembre 2016 alla Photokina e poi confermato ad inizio anno, per 2000€ Panasonic ha prodotto un corpo macchina compatto, capace di registrare video internamente in 4K, fino a 60 fotogrammi al secondo (fps) oppure fino a 30fps, con una profondità colore di 10 bit e un sottocampionamento della crominanza 4:2:2, riuscendo inoltre a garantire la sospirata stabilizzazione su cinque assi del sensore. L’aumento del costo rispetto ai modelli precedenti e la parallela integrazione di vari strumenti di ausilio alla ripresa utilizzati nelle produzioni professionali, confermano che Panasonic stia puntando ad una fascia di mercato più alta, con la GH4 e la G80 a ricoprire la fascia sottostante.

Nella mia prova sulla Lumix GH5 sono molte le novità che ho trovato interessanti, a cominciare dalla registrazione 4K 60p (8 bit 4:2:0 150Mbps IPB): permette di creare filmati 4K estremamente fluidi (60 fps nello standard NTSC, 50 in quello PAL) oppure di sfruttare la frequenza elevata per rallentare in fase di montaggio una qualunque porzione del video di un fattore 2 (slow motion 2x), nel caso di ridistribuzione a 30/25 fps, o 2.5 nel caso di ridistribuzione a 24 fps. Sulla Lumix GH4 la frequenza massima di cattura dei fotogrammi a 4K si ferma a 30 fps.

Lumix GH5

Per quanto riguarda la registrazione 4K 30p 10 bit 4:2:2 (150Mbps IPB), invece, abbiamo la possibilità di creare filmati 4K con una maggiore quantità di informazione riguardante il colore, utile quando si devono lavorare molto le riprese in post-produzione (correzione colore, chroma key, ecc.). Sulla GH4 questa modalità di ripresa è disponibile solo utilizzando un registratore esterno.

La nuova Lumix GH5, offre poi la possibilità di registrazione FullHD fino a 180 fps: consente di ottenere un effetto slow motion fino a 7.5x. Purtroppo la messa a fuoco automatica non è disponibile in questa modalità e c’è un leggero degrado della qualità rispetto alla registrazione con frequenze fotogrammi normali, ma l’effetto è davvero notevole. Facendo ancora un confronto con la GH4, dove la frequenza massima è di 96fps, c’è una bella differenza nello slow motion; si fermava a 4x.

Un’altra novità importante è la stabilizzazione su 5 assi (Dual I.S.2), lavora in combinazione con la stabilizzazione integrata nelle ottiche compatibili, permettendo una compensazione del movimento fino a 5 stop. La stabilizzazione, comunque, è molto efficace anche in presenza di ottiche non stabilizzate. Con accortezza è possibile ottenere delle brevi riprese a mano libera molto stabili, senza la necessità di sistemi di stabilizzazione aggiuntivi (treppiedi, slider, gimbal).

Grazie al nuovo sensore da 20 megapixel (senza filtro passa basso) le immagini vengono catturate sfruttando l’intera larghezza del sensore (sovracampionamento), e non più tramite crop di un’area più piccola, con i diversi vantaggi: riprese 4K e FHD più definite, assenza di crop in 4K (sulla GH4 l’immagine in 4K subisce un crop di un fattore di 1.3 rendendo difficile ottenere inquadrature ampie) e modalità ETC utilizzabile anche in 4K; una delle mie funzionalità preferite delle passate fotocamere Panasonic diventa finalmente disponibile anche alla risoluzione 4K. Con la Lumix GH5, si introduce un crop di 1.4 alla ripresa senza degrado alla qualità dell’immagine (ad esempio un 100mm f/2.8 diventa un 140mm f/2.8).

Proseguendo poi con le funzionalità introdotte da Panasonic con la nuova Lumix GH5 è doveroso, a mio parere, citare la transizione di fuoco: questa utilissima funzione consente di effettuare dei passaggi di messa a fuoco tra diversi punti dell’inquadratura in modo controllato, senza ricorrere ad accessori esterni (follow focus) necessari ad esempio con la GH4. Si possono selezionare da touch screen fino a tre diversi punti su cui spostare il fuoco e cinque velocità di transizione.

Per la prima volta troviamo su una fotocamera anche oscilloscopio e vettorscopio, strumenti che permettono la valutazione in tempo reale, tramite grafico su schermo, rispettivamente della luminanza e della crominanza della scena inquadrata.

Come con la GH4 è possibile acquistare un firmware aggiuntivo che abilita il profilo V-Log, il cui vantaggio principale è una maggiore gamma dinamica nelle registrazioni. La vera novità sta nella possibilità di visualizzare, una volta scaricato il firmware aggiuntivo, durante la registrazione, le immagini con già un LUT (Look Up Table) applicato in modo da avere un’anteprima più vicina possibile al risultato che si vuole ottenere.

Infine, è molto comodo il doppio slot per schede SD (UHS-II), anche per le diverse modalità che offre. Ad esempio, al termine dello spazio su una scheda, permette di proseguire automaticamente la registrazione sull’altra scheda (con hot swap della scheda non in uso), oppure di registrare contemporaneamente su entrambe le schede in modo da avere una copia di sicurezza del girato. Purtroppo, però, non è prevista l’opzione di utilizzare il secondo slot per la registrazione di copie a bassa risoluzione dei filmati (file proxy) per agevolare la post-produzione, poiché si potrebbe lavorare con i file proxy e solo al momento della generazione finale del video si ripristinerebbero i file a risoluzione 4K.

In estate è previsto un importante aggiornamento firmware che andrà ad ampliare ulteriormente le capacità della Lumix GH5, con possibilità di registrazione con compressione All-Intra a 400Mbps, registrazione anamorfica 4:3 6K/24p e  Hybrid Log Gamma per video 4K HDR.

Oltre a tutte queste novità, molti aspetti del modello precedente sono stati perfezionati, come la qualità generale dell’immagine, le prestazioni con scarsa luce, il rolling shutter, il comportamento cromatico, la qualità in Full HD, il sistema di autofocus, il corpo macchina (mirino elettronico, display posteriore, nuovo comodissimo joystick) e l’ergonomia. In quest’ultimo ambito ho riscontrato solo una pecca: la posizione troppo laterale del tasto “DISP” (switch del display) che ne agevola la pressione accidentale.

Infine, sono state corrette alcune mancanze che molti possessori della Lumix GH4 avevano fatto notare: registrazione video limitata a 30 minuti, ora illimitata, l’impossibilità di attivare Auto ISO in modalità video manuale, ora possibile, l’utilizzo di un attacco HDMI troppo delicato, sulla GH4 avevamo il micro anziché quello standard come sulla nuova Lumix GH5; e, per ultimo, un adattatore microfono XLR esterno troppo ingombrante e costoso, che ora è più compatto ed anche più economico.

Lumix GH5

Una delle poche cose rimaste invariate rispetto alla GH4 è la batteria. Se da un lato questo ha comportato un’autonomia leggermente ridotta della macchina, ma comunque superiore alle 2 ore consecutive di registrazione 4K, dall’altro ha permesso un notevole risparmio per chi avesse investito sull’acquisto di un certo numero di batterie per GH3 o GH4.

Solo in un aspetto è stato fatto un piccolo passo indietro rispetto alla GH4: le dimensioni ed il peso del corpo macchina, aumentate rispettivamente all’incirca del 13% e 30%. Ma si tratta di un incremento più che giustificabile considerando le novità introdotte eppure, secondo me, non del tutto trascurabile per chi fa spesso uso di riprese a mano libera, per i videoreporter che necessitano di portabilità e qualità o per chi possiede accessori tarati su dimensioni e peso del modello precedente (gimbal, droni, cage, ecc.).

Per quanto riguarda l’obiettivo venduto in kit con la GH5 la scelta al momento è limitata alle due versioni del 12-60mm: il Panasonic Leica DG Vario-Elmarit 12-60mm f/2.8-4 ed il più economico Panasonic G Vario 12-60mm f/3.5-5.6. Dalle prove svolte posso dire che sono entrambi ottimi obiettivi fotografici, ma personalmente avrei preferito un kit con un’ottica più idonea al video (apertura costante) come ad esempio il nuovo Panasonic GX Vario 12-35mm f/2.8 II (disponibile in kit solo in alcuni paesi come l’Australia).

In conclusione, la GH5 non è un semplice aggiornamento del modello precedente, è il risultato di un enorme lavoro svolto da Panasonic per soddisfare quanto più possibile le richieste degli utenti. Panasonic ha centrato l’obiettivo realizzando un prodotto di prima fascia ed effettuando un altro salto verso il traguardo degli 8K, necessari per iniziare la quella che possiamo considerare la vera convergenza foto-video.

LA PROVA VIDEO

Per mettere alla prova alcune delle funzionalità principali della GH5 ho effettuato delle riprese durante uno shooting fotografico organizzato alle cascate di Monte Gelato, poco lontano da Roma.

Ho realizzato due video, uno senza post-produzione riportando, per ogni inquadratura, i dati Exif con le impostazioni della macchina utilizzate in quel momento, il secondo con il montaggio finale delle varie sequenze lavorate. I continui spostamenti all’interno del parco affollato e le condizioni di luce diverse (sole/ombra/misto) hanno complicato il lavoro mettendo a dura prova la GH5. Ho ripreso quasi tutto a mano libera, usando un supporto con doppia impugnatura ed affidandomi alla stabilizzazione Dual I.S.2 e al bilanciamento del bianco automatico. Come nella maggior parte delle produzioni video, il 4K è stato utilizzato per ottenere un Full HD di qualità (ampio margine per croppare e/o stabilizzare le riprese senza perdita di risoluzione).

Buona visione!

Prova Panasonic GH5 – Riprese con dati Exif (senza post-produzione) from pixemotions on Vimeo.

Prova Panasonic GH5 – Riprese con post-produzione from pixemotions on Vimeo.

Si ringraziano per la disponibilità il fotografo Mario Pirozziwww.mariopirozzi.com – e la modella Marica Cotogniniwww.facebook.com/marica.cotognini

Lumix GH5: la prova video dell’ammiraglia Panasonic
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