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Leica TL2, il fascino del lusso made in Germany

Va bene una Fiat Panda per andare a fare la spesa? Certo che va bene. Ma andrebbe altrettanto bene una Bentley Continental GT? Assolutamente sì. Le differenze sono da cercarsi nel prestigio del marchio, nel design e nei materiali della coupé gran turismo britannica. Senza tralasciare ovviamente il prezzo.

Vi ho proposto questa metafora per farvi riflettere sul fatto che tutte le fotocamere sono in grado di farci scattare belle foto, sia quelle più economiche che quelle più costose. Ovviamente ci sono poi fotocamere che ci fanno pagare per l’appunto il particolare design e anche il prestigio del marchio.

Come per esempio la nuova Leica TL2 (presentata pochi giorni fa), una mirrorless con sensore APS-C da 24 Megapixel, al momento collocata su un prezzo di listino di 1950 Euro. Ovvero un prezzo almeno doppio rispetto alla concorrenza.

Questo però non vuol dire che questa Leica sia solo design e lusso. C’è indubbiamente anche tanta sostanza. La qualità immagine e la resa garantita dall’eccellente Leica Summilux-TL 35 mm f/1.4 ASPH. sono infatti assolutamente fuori discussione.

La fotocamera

Il corpo macchina della Leica TL2 è realizzato dalla lavorazione di un unico blocco di alluminio del peso di 1.6Kg, lucidato a mano secondo le indicazioni del centro stile di AUDI Design, che ha disegnato le particolari linee di questa fotocamera.

 

Intendiamoci, sono esattamente le stelle linee della Leica T presentata nel 2014. L’unica differenza evidente è l’eliminazione del flash integrato a scomparsa: nella Leica TL2 siamo costretti a acquistare un flash esterno.

La scelta di design è incentrata sul minimalismo. Abbiamo una levetta, quella di accensione, due tasti, uno per lo scatto e uno personalizzabile, e due ghiere multifunzione. Fine. Qualsiasi altra operazione deve essere effettuata tramite il touch screen da 3,7”.

Il minimalismo è ricercato anche nel design degli attacchi della tracolla: possiamo rimuoverli e sostituirli con degli appositi tappini. Altrettanto ricercata la batteria, dotata di un fondello in alluminio: non c’è quindi un antiestetico sportellino che chiude il vano.

Se così però l’estetica ci dovesse risultare troppo anonima e priva di personalità, allora possiamo attingere al vasto catalogo di accessori, magari corredando la nostra Leica TL2 con una fondina protettiva in pelle gialla e una cinghia in corda da scalata progettata dalla COOPH.

Ma per me l’accessorio più prezioso è il mirino elettronico Leica Visoflex, che garantisce una visione ampia, nitida e contrastata anche in pieno sole. Un mirino piacevole da utilizzare grazie al sensore di prossimità e alla possibilità di inclinarlo verso l’alto.

Esperienza d’uso

I primi cinque minuti con la Leica TL2 sono un po’ drammatici. L’assenza di qualsiasi scritta sul corpo e l’interfaccia touch screen non proprio intuitiva rischiano infatti di spiazzare anche il fotografo più smaliziato.

Si deve in particolare fare attenzione alla funzione delle due ghiere a portata di pollice: viene mostrata solo per qualche secondo appena si accende la fotocamera. Dobbiamo quindi ricordarci chi fa cosa. Per esempio se utilizziamo la priorità di diaframmi, allora la ghiera più interna controlla la compensazione dell’esposizione, mentre quella più esterna il valore di diaframma.

In effetti spiace un po’ trovare le ottiche con attacco TL prive di ghiera dei diaframmi dedicata, così come prive di ghiere di messa a fuoco meccanica. La ghiera infatti è del tipo “focus by wire”, quindi ruota senza fine. Abbiamo comunque sul display la scala delle distanze e ausili di messa a fuoco come l’ingrandimento e il focus peaking.

Altro punto che non mi ha convinto è il touch screen, non sempre pronto a riconoscere i comandi, in particolare quelli di trascinamento. Passare quindi alla riproduzione, trascinando verticalmente, oppure alla modalità di registrazione video, trascinando orizzontalmente, risulta un po’ frustrante.

Non appena digerita l’originale interfaccia, l’utilizzo della Leica TL2 diventa piacevole anche abbastanza rapido. Utilizzo il termine “abbastanza” in quanto l’autofocus ha le prestazioni di una mirrorless di un paio di anni fa. Sufficientemente pronto per la maggior parte delle situazioni fotografiche, ma non abbastanza per gestire soggetti in rapido movimento come le mie bimbe durante i loro giochi.

Questo è dovuto all’autofocus a rilevamento di contrasto: la concorrenza al momento utilizza sensori che integrano il rilevamento di fase, prezioso proprio per avere una prontezza di messa a fuoco che non faccia rimpiangere le reflex.

Risultati

Come dicevo in apertura, la sostanza c’è. La qualità immagine è davvero ottima e non si può che apprezzare lo splendido bokeh garantito dal Summilux, tanto che si fatica a scattare chiudendo il diaframma.

La tentazione è quella di fotografare tenendo il diaframma sempre e solo a tutta apertura, andando a cercare sfondi che permettano di mettere in mostra la resa burrosa, passatemi il termine, del secondo piano.

La tenuta al rumore digitale risulta ottima dai 100 agli 800 ISO. A 1600 ISO si inizia a notare la comparsa di una grana sempre più evidente, così come si nota l’intervento della riduzione rumore. Gli scatti risultano però ancora stampabili, anche in grande formato, fino ai 6400 ISO.

 

Salendo a 12.500 ISO la grana inizia a diventare troppo evidente e si aggiunge un forte contrasto: questa sensibilità e quelle superiori sono quindi consigliabili solo per scatti da pubblicare sul web. Da notare come le massime sensibilità di 25.000 e 50.000 ISO creino un particole banding con le luci led colorate nel mio studio, evidentemente per via dell’otturatore elettronico che si attiva per tempi più veloci di 1/4000s, spingendosi fino ad un impressionante 1/40000s.

Il JPG risulta in generale con una resa piacevole: potremmo stamparlo senza dover passare necessariamente per uno sviluppo del RAW. Ovviamente con lo sviluppo del RAW si riesce a gestire meglio la resa cromatica e la resa dei dettagli, oltre a evitare il ritaglio di una minima parte dell’immagine, dovuta alla correzione automatica delle distorsioni.

 

Conclusioni

Se si ha la possibilità di provare le fotocamere Leica, difficilmente non si rimane stregati dalla ben nota resa delle sue ottiche. Il problema è che i prodotti Leica non sono decisamente alla portata di tutte le tasche. La Leica TL2 che ho avuto in prova, completa di ottica, mirino e accessori, si aggira sui 5.000 Euro di prezzo di listino.

Quindi si sceglie Leica specialmente se possiamo permettercelo. Non ci si trova però in mano un bellissimo ma inutile soprammobile. La Leica TL2 è un’ottima mirrorless APS-C, capace di affrontare la maggior parte delle situazioni fotografiche senza particolari problemi.

Quando poi si iniziano a vedere i risultati che restituisce il Summilux, il rischio di rimanere stregati non è poi così remoto. Uno strumento di lusso. Ma con un fascino a cui è difficile resistere.

 

Leica TL2, il fascino del lusso made in Germany
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