huawei p20 pro, huawei, leica, smartphone
Mobile

Huawei P20 Pro: lo smartphone con tripla fotocamera

La collaborazione tra Huawei e Leica ha creato il miglior smartphone fotografico disponibile sul mercato?

Che gli smartphone abbiano sostituito le più classiche fotocamere compatte è cosa ormai assodata da tempo. Altrettanto noto è che da qualche tempo la qualità si è alzata notevolmente, complice anche gli investimenti fatti sul comparto fotografico dai produttori. In particolare quello di Huawei che può vantarsi di vedere il marchio Leica accanto alla fotocamera dei propri modelli di punta. L’ultimo in ordine di tempo è il P20 Pro. Che è quello che ho avuto tra le mani nelle ultime settimane e di cui sto per parlarvi. 

Certamente non ho le competenze tecniche per parlare del processore dotato di intelligenza artificiale Kirin 970, dell’utilità o meno del tanto chiacchierato notch o delle prestazioni del sistema operativo Android Oreo 8.1. E infatti quello di cui voglio parlare è il modulo fotografico a tripla fotocamera targato Leica.  

Corpo e utilizzo

In poco più di due settimane di costante utilizzo, il P20 Pro di Huawei si è rivelato un fedele compagno di viaggio: difficilmente vi lascerà a piedi per colpa di una scarsa autonomia. Anzi, facendone un uso stressante, tra fotocamera, registrazione video, richieste di aiuto a Google, app e molto altro si riesce ad arrivare a sera, magari non fare anche la serata fuori con gli amici, ma si arriva a sera. E questo già mi sembra un aspetto davvero molto importante per uno smartphone. 

Il sistema operativo Adroid con EMUI personalizzata da Huawei non mi fa impazzire, ma sono basti pochi giorni per abituarmi e riuscire a sfruttarlo il P20 Pro al meglio. Forse dal punto di vista estetico qualche ritocchino sull’interfaccia andrebbe fatto, cercando di trovare un look più moderno. 

Dal punto di vista del design non mi sembra di vedere nulla di particolarmente innovativo su questo Huawei P20 Pro. Parliamoci chiaro, gli smartphone ad oggi sono tutti più o meno molto simili: forme arrotondate, retro di vetro, il tutto circondato da un cornice metallica. Si parla di device molto resistenti, ma nella realtà dei fatti bisogna fare molto attenzione anche solo a tenere il telefono in tasca a contatto con delle chiavi. Meglio infatti usare una cover protettiva! 

huawei p20 pro, huawei, leica, smartphone

Nella parte anteriore l’impatto con il grande display da 6,1 pollici è sicuramente positivo, anche se personalmente la tacca (il notch) in cui è integrata la capsula auricolare e la fotocamera frontale non mi fa impazzire. Molte app, per esempio, non sono ottimizzate ma da quanto ho potuto appurare nel futuro (con il sistema operativo Android P) non ci dovrebbero essere più problemi. Forse così l’utilizzo sarà più piacevole. 

Sul retro spiccano le tre fotocamere di cui è dotato lo smartphone di punta di casa Huawei, tutte targate Leica. Quella principale ha un sensore da ben 40 megapixel e una dimensione di 1/1,7″, numeri importanti considerato che stiamo parlando sempre di uno smartphone. Tanto per fare un rapido confronto, i principali concorrenti, iPhone X e Galaxy S9, hanno entrambi sensori da 12MP ma rispettivamente da 1/2,9″ e 1/2,5″. Anche la versione standard del P20 offre 12 megapixel di risoluzione in un sensore da 1/2,3 pollici.

La novità del filtro Quad Bayer

Il P20 Pro può contare anche su un particolare filtro sul sensore, il Quad Bayer che si differenzia dal tradizionale filtro di Bayer grazie al fatto che ogni pixel di colore è composto da 4 pixel differenti. Il filtro di Bayer ad ogni singolo pixel assegna un colore e tramite un algoritmo ogni pixel è in grado di avere le informazioni sul colore del pixel adiacente. Ciò permette di trovare il giusto equilibrio e la giusta naturalezza nella resa finale. Huawei, invece, assegna 4 pixel ad ogni colore ed il risultato è che sarà più difficile determinare la giusta colorazione. Non tutti i pixel conterranno infatti le informazioni necessarie come accade con il filtro di Bayer. A cosa serve allora? La scelta di questo filtro Quad Bayer è utile soprattutto per ottenere fotografia in stile HDR ma da uno solo scatto. Non serve unire insieme diverse immagini per avere una gamma dinamica estesa come quella offerta da un sensore di questo tipo. 

huawei p20 pro, huawei, leica, smartphone

Il sensore principale, quello da 40MP, come si vede dall’immagine qui sopra è posizionato al centro, tra quello da 20MP monocromatico e quella da 8MP che ha un obiettivo di lunghezza focale equivalente ad un 80mm. Le altre due fotocamere hanno invece lunghezza focale pari a 27mm. In sostanza c’è una totale interazione tra le tre fotocamere: quando si usa quella da 8MP avremo comunque più informazioni grazie a quelle provenienti dal sensore principale. Idem quando si utilizza il sensore monocromatico. Quando invece scattiamo in condizioni di scarsa illuminazione interviene il sensore bianconero che non avendo il filtro di Bayer è in grado di registrare una quantitativo maggiore di luce, lasciando il compito di elaborare il colore al solo sensore principale. Le due immagini vengono sovrapposte e così i risultati in notturno risultano nitide e più fedeli nella resa del colore rispetto alla media. Inoltre, il P20 Pro è l’unico smartphone al momento in grado di raggiungere i 102.400 ISO di sensibilità

Risultati

Ma ora basta parlare di argomenti così tecnici e vediamo realmente come si comporta sul campo. La tripla fotocamera proposta da Huawei con il suo P20 Pro offre un’esperienza d’uso che è quanto di più vicino si possa avvicinare alla fotografia più tradizionale. Possiamo scattare con il sensore monocromatico, possiamo registrare file RAW (vicini agli 80MB) se utilizziamo la modalità Pro, o sfruttare un obiettivo 80mm senza ricorrere a zoom digitali. Il livello di dettagli che questo smartphone è in grado di catturare è sicuramente il più alto che abbia mai visto scattando con uno smartphone. 

Che si voglia scattare panorami, ritratti o macro i risultati ottenuti sono stati davvero interessanti. Il bilanciamento del bianco è sempre molto fedele, così come l’esposizione o la resa dei colori. In questo senso entra in gioco anche l’intelligenza artificiale che è in grado di riconoscere tantissimi diversi tipi di soggetti. E una volta individuato il tipo di scena il P20 Pro regola le impostazioni di scatto di conseguenza. Se fotografiamo una pianta verranno esaltate le tonalità del verde, quando nella nostra fotografia invece a dominare sarà il cielo l’attenzione sarà risposta sul blu e sui contrasti con eventuali nuvole presenti nella scena.

Se poi decidiamo di non sfruttare tutti 40MP con un semplice tocco si può passare allo zoom 3x. O magari esagerare e utilizzare anche la modalità zoom ibrida che porta la lunghezza focale a 5x. Non manca anche la possibilità di spingersi digitalmente fino a 10x, ma ve lo sconsiglio. 

Huawei P20 Pro - 3x

Immagine 2 di 10

Questo è quello che si ottiene scattando con la fotocamera da 8MP e 80mm equivalenti del P20 Pro.

Conclusioni

Arrivando al dunque è inutile girarci intorno: Huawei con il P20 Pro ha messo sul mercato quello che ritengo essere il più completo e affidabile smartphone dedicato alla fotografia. Ci tengo molto a ribadire il concetto che stiamo parlando di un device nato prima di tutto per telefonare e non per scattare fotografie, ma quelle che possiamo realizzare con questo smartphone sono davvero di ottimo livello. 

Se quindi siete alla ricerca di un device da portare sempre in tasca e con cui realizzare anche buone fotografie, credo questo possa essere il modello che state cercando. Il prezzo di listino è inferiore ai concorrenti iPhone X e Galaxy S9, parliamo infatti di €899, anche se ad oggi è possibile trovarlo online a prezzi più competitivi.

Huawei P20 Pro: lo smartphone con tripla fotocamera
© Riproduzione riservata
Commenta

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

To Top