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Fujifilm X-H1: la nuova ammiraglia

La nuova Fujifilm X-H1 è pensata per avvicinarsi al mondo video, anche se il punto di forza resta il comparto fotografico

Le mirrorless di casa Fujifilm da diversi anni ormai sono sulla bocca di tutti per la qualità fotografica offerta, ma da qualche tempo qualcuno ha iniziato a storcere il naso per la quasi totale mancanza di un comparto video adeguato. Circa un anno fa il primo segno da parte di Fujifilm in questo senso: ottiche video con attacco Sony E e promessa di uscire anche con la baionetta di casa. La domanda fu spontanea: ma su che fotocamera le vogliono usare? La risposta ancora più scontata, su una nuova. Ed è così che infatti siamo arrivati all’annuncio della Fujifilm X-H1, nuova ammiraglia della casa, che prende molto dalla X-T2 e aggiunge un comparto video che potrebbe rappresentare il primo passo verso una nuova generazione di fotocamere X dedicate al video. Se da una parte cè Panasonic che nella propria gamma sta suddividendo in maniera sempre più netta le fotocamere (Serie G) dalle videocamere (Serie GH), dall’altra c’è Sony che invece continua a sfornare modelli totalmente ibridi, come la nuova Sony A7III. Vedremo da qui in avanti quale sarà la linea che deciderà di percorre Fujifilm; certo è che per raggiungere le concorrenti c’è da correre. 

La fotocamera

A guardarla la nuova Fujifilm X-H1 assomiglia più alla GFX, la medio formato della casa, che alla X-T2. Ha infatti una linea più simile ad una reflex tradizionale rispetto a quanto visto fino ad ora in casa Fujifilm.

La scelta di un corpo più grande non è solo questione di design, entrano in gioco altri fattori, primo fra tutti le opinioni dei professionisti, che si trovano più a proprio agio con un corpo leggermente più ingombrante ma in cui ogni pulsante è al posto giusto e l’impugnatura risulti solida. Inoltre, c’è una questione di riscaldamento, più spazio c’è intorno al sensore e a tutti i componenti interni meno la macchina si surriscalderà durante l’uso.

Un altro aspetto che gli ingegneri di casa Fujifilm hanno dovuto tenere a mente è la questione peso delle ottiche cine, decisamente maggiore rispetto a quelle fotografiche. Per questo motivo un corpo più spesso, pesante ma anche solido, garantisce una maggiore resistenza al peso caricato sulla baionetta dagli obiettivi cinema. Stiamo parlando comunque di un corpo macchina con uno chassis in lega di magnesio che pesa 623 grammi. Un centinaio in più delle X-T2.

Il corpo è inoltre tropicalizzato, con 94 punti di chiusura e dotato di un rivestimento esterno antigraffio.

Un’altra caratteristica che mi fa pensare alla GFX è il secondo display di cui è dotata la nuova Fujifilm X-H1. Un piccolo monitor monocromatico posto sulla destra del profilo superiore, che permette di avere subito sott’occhio tutte le informazioni di scatto e che può essere personalizzato a piacere.

Sul dorso c’è un display orientabile da 3 pollici e 1,04 milioni di pixel, dotato di funzionalità touch screen, attraverso le quali è possibile sfogliare le immagini, fare il classico pin-to-zoom, regolare e scegliere i punti di messa a fuoco o semplicemente navigare nel menu.

Il mirino elettronico è, come tradizione per Fujifilm, anche sulla X-H1 in posizione centrale: ha un pannello OLED da 3,69 megapixel di risoluzione e ingrandimento pari a 0,75x, con prestazioni ottime. Per rendere l’idea il tempo di risposta è di appena 0,005 secondi e il frame rate di 100 fps; con questa frequenza di aggiornamento ogni movimento osservato attraverso il mirino risulta assolutamente fluido.

Guardando all’interno del corpo macchina le caratteristiche principali non vedono nessun cambio rispetto a quanto visto sulle X-Pro2, X-T2 e X100F: X-Trans CMOS Sensor III formato APS-C da 24,3MP senza filtro passa basso e X-Processor Pro non sono una novità. Ma la stabilizzazione integrata IBIS si. È un sistema su 5 assi gestito da 3 accelerometri per il controllo del movimento assiale e 3 giroscopi per il controllo delle rotazioni. Questo sistema di stabilizzazione è compatibile con tutti gli obiettivi XF e XC, anche quelli non stabilizzati.

Non manca poi il doppio slot per schede di memoria SD.

L’utilizzo

Il primo impatto con la nuova Fujifilm X-H1 è stato decisamente piacevole, forse per via delle dimensioni maggiori che di conseguenza portano ad una presa migliore, più pratica e salda. E questa non può che essere una nota piacevole per il fotografo. Ciò comporta anche un migliore bilanciamento del peso quando si utilizzano ottiche più pesanti. Nei giorni in cui ho utilizzato la X-H1 con continuità, non ho mai sentito alcun tipo di affaticamento per via del peso che mi stavo portando dietro. Nei giorni trascorsi ad Amburgo in cui ho messo alla prova la nuova X-H1, ho potuto sfruttare anche l’impugnatura verticale e anche con questo accessorio il peso, almeno per me, non è stato un problema. Anzi ho trovato questa estensione del corpo macchina molto comoda e pratica; il Vertical Power Buster inoltre migliora anche le prestazioni della macchina in termini di fotogrammi al secondo e ovviamente di autonomia avendo l’alloggio per due ulteriori batterie.

L’autofocus della X-H1  e il sistema IBIS sono davvero molto efficienti; grazie all’AF rapido e preciso mai uno scatto fuori fuoco, mentre IBIS mi ha permesso di scattare fino a 1/15 di secondo a mano libera ottenendo discreti risultati. La vera differenza, però, questo sistema di stabilizzazione la fa nel video. 

I risultati

Le condizioni sempre mutevoli del cielo tedesco mi hanno permesso di provare la Fujifilm X-H1 in pieno sole, con il cielo coperto, in zone ad alti contrasti e anche sotto l’acqua, ma risultati sempre coerenti e fedeli

Anche la gestione del rumore alle sensibilità più alte è un punto che la X-H1 porta a casa. Fino a 3200 ISO si ottengono fotografie che presentano del rumore, ma che certamente sono ancora utilizzabili. Inoltre, grazie alla possibilità del recupero di ombre e alte luci si riesce ad ottimizzare il file al meglio. I problemi di rumore invasivo li ho trovati a 12800 ISO, fino a 6400 ISO trovo che si possa sfruttare la fotografia scattata, oltre diventa difficile. 

Conclusioni

Fujifilm punta in alto, punta a conquistare con il lato fotografico ancora più consensi ma allo stesso tempo cercando di allargare il proprio pubblico comprendendo anche i videomaker. Non sarà una facile operazione, la concorrenza è agguerrita, con Sony e Panasonic in particolare che, nonostante le offerte diverse che propongono, dovranno iniziare a guardarsi le spalle. Forse non da oggi, ma le prime ottiche cine dedicate e la prima vera mirrorless con video 4K, sono un segnale forte. 

Inoltre, il nuovo design potrebbe attirare nuovi professionisti ad abbracciare il mondo mirrorless, sarà superficiale ma l’abito conta. Una fotocamera robusta e con una bella impugnatura ampia e comoda sarà sempre preferita rispetto ad una con le stesse caratteristiche ma in miniatura. È questione di comodità, che la Fujifilm X-H1 offre con un ottimo bilanciamento tra peso ed ergonomia. 

La nuova Fujifilm X-H1 è in vendita a 1939,9 euro nella versione solo corpo. Per avere anche il Vertical Power Booster (con due batterie aggiuntive) servono 300 euro in più. 

 

Fujifilm X-H1: la nuova ammiraglia
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