Tutorial

Fotografiamo la notte

Come ottenere il massimo quando il sole si nasconde dietro l’orizzonte e il buio la fa da padrone. Sia che siate in città o sulla vetta di una montagna… 

Molte persone dopo il tramonto mettono via la fotocamera per riprenderla il giorno dopo, solo quando il sole sarà tornato alto nel cielo. Forse perché almeno una volta gli sarà capitato di fotografare di notte, non rimanendo però soddisfatti dal risultato ottenuto. Nonostante molte fotocamere moderne, ed addirittura alcuni smartphone, mettano a disposizione delle impostazioni predefinite per gli scatti di notte, potete stare sicuri che difficilmente con dei preset si riusciranno a realizzare fotografie davvero belle! Il motivo è semplice: queste impostazioni sono strutturate in modo tale da alzare la sensibilità Iso, magari scattare in sequenza diverse immagini e poi fonderle insieme per ottenere un’immagine il più possibile luminosa e con poco rumore. Almeno questo è l’intento. Con alcuni strumenti i risultati sono più accettabili di altri, ma, correndo il rischio di risultare ripetitivi, vi vogliamo solo ricordare che non saranno mai all’altezza di una fotografia scattata seguendo le giuste direttive. Iniziamo con il dire che quando scende la notte le possibilità fotografiche sono molte anche davanti ad un panorama che conosciamo bene e che magari siamo soliti fotografare di giorno. Che sia una città con tutte le sue brillanti luci o che ci si trovi in alta montagna circondati solo da oscurità e qualche stella. Al buio ci si può divertire a catturare le scie delle macchine che corrono lungo una strada o fotografare la Via Lattea, ma anche provare la tecnica del light painting con l’aiuto di una torcia e molto altro ancora.

Di notte sono tanti i fatti da tenere in considerazione e sono tante anche le diverse situazioni che potremmo trovarci ad immortalare, ognuna delle quali richiede determinate impostazioni per la vostra fotocamera e soprattutto una rigida pianificazione per non incappare in spiacevoli inconvenienti. È così che anche i professionisti si preparano ad una sessione fotografica notturna, studiando luogo, orari del tramonto ma anche dell’alba e soprattutto controllano le fasi lunari. Un tempo non era facile come oggi, infatti, ora possiamo monitorare tutto ciò con estrema facilità grazie a siti web e applicazioni per gli smartphone.

PlanIt! Fot Photographers

PlanIt! Fot Photographers

Tra le app che secondo noi non possono mancare nel telefono del fotografo ci sono PlanIt! for Photographers, adatta non solo a chi voglia fotografare di notte, e Stellarium Mobile Sky Map (costa circa 2 euro); grazie a questi strumenti potrete sapere tutto sul luogo in cui volete scattare ed anche il momento in cui un oggetto celeste sarà in una determinata posizione. Una cosa importante da verificare prima di recarsi sul luogo è l’inquinamento luminoso: se volete fotografare un cielo stellato anche un piccolo bagliore sull’orizzonte potrebbe interferire con la vostra esposizione quando scattate con tempi piuttosto lunghi.

“Se possibile studiate la composizione di giorno quando potete avere tutto sotto controllo”

Se invece è proprio la luce della città che vi attira, allora questo è un altro discorso. In questo caso non dovrete camminare fino a luoghi sperduti e lontani da ogni forma di vita, ma anzi addentrarvi nella vostra città alla ricerca magari di strutture con le quali cercare di creare delle composizioni geometriche lungo le quali far correre le scie delle automobili, ma questo è solo un esempio. Un suggerimento che però vale per qualsiasi tipo di fotografia notturna è quello di studiare, se possibile, la composizione di giorno; al buio, ovviamente, potrebbe risultare più complicato analizzare bene la scena da fotografare.

Nikon D810

Canon Eos 5D Mark IV

Parlando, invece, di attrezzatura sarebbe facile dire che i sensori delle ammiraglie come Nikon D810 o Canon EOS 5D sono i più adatti, ma è anche evidente che potrebbero risultare apparecchi fuori budget per molte persone. Per fortuna, però, oggi anche delle fotocamere meno costose possono fare al caso vostro per le riprese in notturna, offrendo risultati di ottimo livello grazie ad una gestione del rumore agli alti ISO sempre più efficace.

È, invece, quasi superfluo dire che servirà un treppiedi per la fotografia notturna, anche se sono talmente tante le offerte presenti sul mercato, che se dovete ancora acquistarne uno è il caso di scegliere con attenzione. Non è necessariamente detto che dobbiate spendere tantissimi soldi per un treppiedi solido, ma è importante fare attenzione soprattutto a due aspetti: la leggerezza, così da potervi muovere con facilità, e che al tempo stesso sia però anche stabile. Di notte potrebbe esserci del vento, magari non così violento da far cadere l’attrezzatura, ma forse abbastanza da far muovere la fotocamera quel tanto che basta a non far venire delle fotografie perfettamente nitide. Per ovviare a questo problema, se il treppiedi che utilizzate non è abbastanza solido, comunque si può ricorrere ad alcuni trucchi, come quello di attaccare un peso, ad esempio il vostro zaino fotografico, alla colonna centrale. E fate attenzione anche a dove andranno a poggiare i piedi; evitate assolutamente terreni sabbiosi o sdrucciolevoli.

Una volta trovata la location e preparata l’attrezzatura, bisogna occuparsi delle impostazioni della fotocamera. Per prima cosa bisogna impostare lo scatto nel formato RAW, così che sia possibile poi lavorare sulla gamma dinamica con più libertà potendo, se necessario, recuperare dettagli nelle alte luci così come nelle ombre e la luminosità non apparente delle stelle della Via Lattea. Il tutto grazie ad un adeguato software di editing.

Come abbiamo già detto probabilmente le vostre fotocamere sono dotate di modalità di scatto notturno, ma è invece importante dimenticarsene e scattare in manuale, così da poter controllare voi stessi ogni parametro. Ad esempio se state fotografando in città ricordatevi di tenere la sensibilità Iso a livelli contenuti, se volete rendere più luminosa la vostra fotografia lavorate sui tempi e i diaframmi. Aumentando gli Iso avreste sì una scena più luminosa, ma perdereste molti dettagli. Ricordatevi che se volete superare i pochi secondi di esposizione servirà un comando remoto, a meno che non vogliate rimanere con il dito premuto sul pulsante di scatto! Oggi, molte fotocamere hanno i moduli wifi e bluetooth integrati, o eventualmente si possono acquistare accessori opzionali, tramite i quali dialogare con delle app dalle quali gestire tutto.

In luoghi aperti, invece, dove l’inquinamento luminoso non è presente, o è comunque contenuto, potete allora lavorare a sensibilità più elevate, non avendo paura di spingervi fino a 6400 o 12800 Iso. Sarà presente sicuramente del rumore, ma a nostro parere non si tratta delle fine del mondo. Se però, come molti fotografi fanno, volete assolutamente contenerlo, potete provare in due modi: investendo molti soldi su attrezzatura di primo livello o cercando delle vie alternative. Durante una lunga esposizione potrebbero apparire anche il rumore termico e gli hot pixel, il primo in particolare potrebbe risultare ostico da eliminare in post produzione. Per limitare questi problemi si può provare a sfruttare la riduzione del rumore gestita dalla fotocamera, anche se rallenterà le operazioni, oppure utilizzando le stesse impostazioni di scatto eseguire più fotografie: il rumore non apparirà sempre nello stesso punto quindi in fase di elaborazione delle immagini potete unirle insieme con la tecnica dello stacking per la riduzione del rumore.

“Per ottenere delle immagini nitide della volta celeste potete affidarvi a quella che viene chiamata regola del 500”

Ma, attenzione, quello che dovete ricordavi sempre è che ovviamente, a causa della rotazione terrestre, le stelle potrebbero apparire mosse, se non con delle vere e proprie scie. Per ottenere delle immagini nitide della volta celeste potete affidarvi a quella che viene chiamata regola del 500. Questa vi permette di stabilire quale sia il giusto tempo di esposizione a seconda della focale che si utilizza. Per farlo basta dividere 500 per la lunghezza focale a cui volete scattare, ad esempio con un 50mm su una fotocamera a pieno formato 10 secondi sono il tempo di posa ideale. Se invece lavorate con una fotocamera con sensore APS-C, ad esempio con fattore di moltiplicazione 1,6x, dovrete dividere seguire un’operazione leggermente più complessa: 500:(50×1,6)= 6,25. In questo modo il rischio di avere le stelle mosse non dovrebbe più assillarvi. Inoltre, un altro aspetto da considerare è quello della messa a fuoco, che però si può risolvere facilmente regolandolo manualmente su infinto. Per chi ama le comodità, comunque, esistono dei dispositivi che vi facilitano la vita durante le riprese notturne per avere fotografie di stelle perfettamente nitide. Sono gli inseguitori stellari, che permettono alla fotocamera di seguire il movimento delle stelle e vi consentono di utilizzare dei tempi di scatto più lunghi e sensibilità Iso contenute. Ma, ovviamente, con la fotocamera che si muove, se nella vostra inquadratura ci sono degli elementi in primo piano, sarà necessario unire due scatti insieme, uno per la zona del cielo stellato catturato grazie all’inseguitore stellare ed uno per il primo piano.

Ma la fotografia notturna è anche quella che si può fare in città; in questo caso le difficoltà sono minori o forse meglio dire che sono altre. Non saranno visibili le stelle in cielo, quindi conviene concentrarsi più che sul cielo a come enfatizzare le luci nella scena, che esse provengano dalle finestre dei palazzi, da lampioni stradali o dai fari delle automobili. Le possibilità sono tantissime, sta tutto nel bilanciare le fonti di illuminazione con le zone scure. Per farlo abbiamo già parlato di come sia ideale tenere la sensibilità a livelli bassi e sfruttare piuttosto delle lunghe esposizioni con diaframmi chiusi. In questo modo gli elementi che si muovo sulla scena risulteranno praticamente invisibili; l’esempio classico è quello della scia lasciata dai fari delle automobili. Inoltre, tenere il diaframma abbastanza chiuso, vi permetterà di ottenere l’effetto a stella dalle fonti di illuminazioni statiche, come quelle dell’illuminazione stradale.

Di notte in città non è necessariamente detto che si debbano scattare con delle lunghe esposizioni; se avete degli obiettivi abbastanza luminosi (almeno f/2,8) potreste provare a catturare la luce in modo diverso e più creativo, sfruttando la capacità di questi obiettivi di gestire lo sfuocato. Trovate un elemento che vi attrae dietro al quale siano presenti molte luci; queste, lavorando con un diaframma aperto e tempi di scatto abbastanza veloci e trovandosi nella zona sfuocata dell’immagine, risulteranno come delle bolle luminose e colorate, creando dei piacevoli effetti.

Fotografare di notte inizialmente può rappresentare un bella sfida, magari anche difficile da superare, ma quando i risultati inizieranno ad essere soddisfacenti potrebbe diventare quasi una dipendenza. Più tempo riuscirete a trascorrere all’aperto durante la notte, più alta sarà anche la possibilità di catturare momenti speciali, come ad esempio una cometa. Però, come in praticamente ogni genere fotografico, serve essere dotati di una buona pazienza! Le giornate a settembre sono ancora abbastanza calde, sfruttatele ancora fin che siete in tempo, anche se spesso e volentieri i risultati migliori si ottengono al freddo e al gelo. Quindi oltre a pazienza e dedizione servirà anche una buona dotazione di vestiario per tenersi al caldo. 

Fotografiamo la notte
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