Tutorial

Fotografare con il flash

La luce è la componente fondamentale della fotografia. Ma se non ce n’è a sufficienza?

Si parla sempre di scrivere con la luce in fotografia ed in effetti l’aspetto più importante per poter portare a casa una buona fotografia è considerare l’influenza della luce sulla nostra esposizione. Sia che si tratti di luce ambiente, artificiale o mista.

Agli albori della fotografia i materiali utilizzati per impressionare le lastre non erano sensibili alla luce come quelli di oggi, così l’unica via per ottenere un buon risultato era quello di sfruttare delle lunghe esposizioni in piena luce. Solo il tempo e l’evoluzione di questi materiali ci ha permesso di poter scattare anche in as-senza della luce proveniente dal sole come fonte primaria di illuminazione; veniva sfruttata la combustione di una miscela di polvere di magnesio che veniva fatta esplodere su di una piattaforma. La rapida combustione sprigionava luce a sufficienza per lo scatto, ma anche il minimo errore poteva causare un brutto incendio! Inoltre, il fotografo poteva contare su un unico scatto disponibile, infatti, la combustione provocava anche molto fumo e molta polvere che impedivano una seconda esposizione. Certo, stiamo parlando degli albori dei flash, che con il tempo sono diventati sempre più efficaci e meno rischiosi. Agli inizi del XX seco-lo a Hollywood il mondo del cinema era in fermento e i fotografi hanno potuto sfruttare i sistemi di illuminazione già collaudati dai cineasti dell’epoca. Si è dovuto attendere gli anni ’50 per poter contare sui primi rudimentali e massicci flash elettronici, anche se già da molti anni erano in commercio speciali lampadine in grado di fornire una luce molto intensa. Quello che si può facilmente comprendere è che lavorare on location era un lavoro davvero arduo e per veri professionisti, che nel tentativo di realizzare buone fotografie certamente sperimentavano ed innovavano.

Oggi la storia è completamente diversa, dopo anni di lavoro sulla portabilità dei flash e, da non trascurare, sull’autonomia delle batterie, abbiamo un’ampia scelta: si parte dai pic-coli flash pop-up integrati nelle fotocamere per arrivare a sistemi molto più complessi composti da diversi gruppi gestiti dalla fotocamera e collegati senza fili nelle diverse modalità disponibili. Ma andiamo con ordine e partiamo dall’attrezzatura necessaria per sfruttare al meglio la luce artificiale di uno o più flash separati. Il primo aspetto da considerare è quello della propria necessità: tanti infatti i modelli disponibili sul mercato, con potenze differenti, numeri guida differenti ma c’è anche da tenere a mente che potrebbero servirvi anche degli altri accessori per raggiungere i vostri obiettivi. Ad esempio, un sistema di sostegno, un dispositivo per azionare più lampeggiatori contemporaneamente e forse qualcosa per modificare la luce emessa.

Partiamo dall’accessorio fondamentale, il flash: per prima cosa, è ovvio ma meglio non dare nulla per scontato, dovete trovare il modello che comunichi con la vostra fotocamera se le vostre intenzioni sono quelle di lavorare in totale automatismo, se invece siete già ad un gradino più alto e pensate di poter lavorare in manuale questo controllo non è necessario, poiché praticamente ogni flash che può essere fatto scattare separatamente farà al caso vostro. Per sostenere un flash le opzioni sono molteplici, dalle vostre stesse mani a quelle di un assistente, passando per stativi, treppiedi, mono-piedi, giraffe e altro ancora. Basta fare un salto su amazon.it per trovare una vastissima scelta, senza dimenticare che potreste anche arrangiarvi con sistemi di supporto fatti in casa se avete un po’ di dimestichezza nel campo del fai da te. Poi c’è da tenere a mente che la luce diretta del flash potrebbe non essere quella ideale per le vostre fotografie, quindi entrano in gioco i cosiddetti modificatori di luce. Questi permettono di ottenere una luce diffusa, una luce dura, una luce sparsa o una concentrata, ma anche di modificarne la tonalità attraverso delle gelatine colorate, che grazie ad un porta filtri che si monta davanti alla parabola può cambiare il colore della luce. Tra i modificatori più importanti citiamo i diffusori softbox, disponibili in molte diverse dimensioni, e che permettono di rendere la luce dei vostri flash più omogenea ammorbidendo le ombre. Importante, nella scelta, è ovviamente il budget: per tutti gli accessori si possono spendere poche centinaia di euro o diverse migliaia, quindi valutate attentamente cosa comprare, siate onesti con voi stessi sulle vostre reali esigenze, ma soprattutto ricordate che non importa quali accessori faranno parte della vostra attrezzatura, ma come li utilizzerete. Quindi una buona idea potrebbe essere quella di sperimentare senza investire troppo e solo una volta acquisita la giusta esperienza magari optare per sistemi più performanti e quindi più costosi. Una volta costruito il vostro kit con questi accessori, potete iniziare a sperimentare sul campo.

“La luce diretta del flash potrebbe non essere quella ideale”

I flash separati possono essere utilizzati in moltissime situazioni diverse, dallo still life alla macrofotografia, passando ovviamente per i ritratti e molto altro. In questo tutorial vi daremo degli spunti diversi su come sfruttare al meglio in diverse situazioni i vostri lampeggiatori. Uno dei primi esempi che portiamo alla vostra attenzione è quello della fotografia still life, con particolare attenzione al cibo, soggetto oggi molto in voga. Infatti, basti pensare a tutti gli account di Instagram in cui sono pubblicate solo fotografie di cibo per farsi un’idea di quanto oggi la food photography sia una specializzazione sempre più richiesta. Anche con lo smartphone si possono ottenere discreti risultati, però per poter fare davvero il salto di qualità in questo campo non sarà sufficiente. Per prima cosa, oltre ad una reflex con obiettivo macro, bisogna avere un bel piatto davanti, presentato come farebbe un vero chef, altrimenti anche con le migliori tecniche fotografiche siamo abbastanza certi che la fotografia non avrebbe lo stesso effetto. Il posizionamento delle fonti di illuminazione è poi fondamentale per la riuscita dello scatto, perché grazie ai flash con i loro diffusori si possono eliminare riflessi e ombre troppo dure. Tre punti di luce sono ideali per i risultati migliori, uno frontale e due ai lati posti leggermente più indietro rispetto al soggetto, ma anche con due fonti e magari un soffitto bianco possiamo ottenere una buona fotografia. Infatti, se non disponete di più di due flash potete puntarne uno verso il soffitto che fungerà da pannello riflettente illuminando in maniera omogenea anche la parte posteriore del piatto. Potreste anche trovarvi in una cucina a scattare e quindi della carta argentata potrebbe anch’essa completare il vostro kit da food photographer e fungere da pannello riflettente nel caso non abbiate neanche un soffitto bianco.

Le possibilità sono tante, basta ingegnarsi un poco e sperimentare, giocando con l’intensità dei lampi per dare maggior risalto ad una zona piuttosto che un’altra. Lo stesso discorso vale per le fotografie in esterno, anche quando siete convinti di non aver bisogno di un flash perché c’è luce a sufficienza, sappiate che tutto può cambiare se imparate a gestire la luce mista. In zone molto assolate per esporre correttamente, ad esempio, una pianta e volendo inserire il cielo nell’inquadratura il rischio di trovarvi con il soggetto troppo scuro e il cielo sovraesposto è dietro l’angolo. Con uno o più flash potete bilanciare come volete la scena avendo esposto correttamente sia il cielo che il soggetto. Nell’esempio che riportiamo nella pagina qui accanto, sono stati utilizzati quattro flash, tutti con diversa potenza, per avere una fotografia equilibrata e che non apparisse troppo finta. E ancora ritratti, fotografie in studio, sport e molto altro può essere immortalato in maniera diversa sfruttando i flash separati. Si può congelare un momento che senza flash non sarebbe possibile fermare ottenendo fotografie di sicuro impatto, si può giocare con le ombre, si può illuminare a giorno una notte o a notte un giorno.

Imparare ad utilizzare i flash separati può portare la vostra fotografia ad un livello superiore, ma a parer nostro il primo passo è quello di abbandonare gli automatismi e sbagliare, provare e riprovare utilizzando i flash in manuale fino a raggiungere i vostri obiettivi. L’importante è imparare a capire cosa un colpo di flash può dare ad una scena ancora prima di provarci. E ricordate che spesso se le vostre fotografie non sono come le avevate immaginate, potrebbe non essere l’attrezzatura ad avere problemi, ma solo l’esecuzione dello scatto. La pratica in questo ambito è fondamentale; come si dice, fare fotografia vuol dire scrivere con la luce, ma se la luce non c’è sarete voi a dover scrivere con uno o più flash la vostra storia.

Fotografare con il flash
© Riproduzione riservata
Commenta

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

To Top