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Test

DJI Mavic Air: rende tutti piloti?

Cosa serve per diventare un buon pilota di drone? Decine e decine di ore di volo? Fino a qualche anno fa l’esperienza di volo era indispensabile. Ma al giorno d’oggi, grazie alle elettroniche di controllo dei droni sempre più evolute, si riescono a effettuare ottime riprese anche al primo volo.

Quando si utilizza infatti un drone come il DJI Mavic Air, la facilità con cui si ottengono spezzoni video di elevata qualità è impressionante. Spezzoni per cui sarebbero stati idealmente necessari almeno due piloti esperti, ma che invece riusciamo a ottenere anche senza neppure tenere in mano il telecomando!

Ovviamente per essere dei veri piloti di droni, specialmente se intesa come professione, non basta essere capaci di portare a casa delle buone riprese. Serve anche essere in regola con la normativa ENAC, ovvero l’Ente Nazionale Aviazione Civile. E ottenere il famoso patentino, quello sì che richiede calma e pazienza!

costruzione

Il DJI Mavic Air è incredibilmente compatto. Grazie ai bracci pieghevoli ha un ingombro di 168×83×49mm, trovando spazio anche nello zaino più piccolo che abbiamo in casa. Discorso leggermente differente sul fronte del peso. Con i suoi 430 grammi non infastidisce nello zaino, ma per l’ENAC non può essere considerato inoffensivo, superando abbondantemente la soglia dei 300 grammi. Tradotto in parole povere senza il già citato patentino non può essere utilizzato al di fuori di aree private.

Anche il telecomando risulta compatto e facile da trasportare. Originale e geniale al tempo stesso la possibilità di rimuovere le levette: così non si rischia di romperle durante il trasporto. Telecomando che si integra perfettamente con il nostro smartphone, collegabile tramite cavetto Lightning, Micro USB oppure USB-C.

Risulta infatti fondamentale scaricare e installare l’app DJI GO 4, che non si limita a farci vedere cosa inquadra la telecamera del drone. L’app infatti ci consente di tenere sotto controllo tutti i parametri di volo, di impostare sia il drone stesso che la fotocamera, ma soprattutto di avviare le funzioni automatiche come l’ActiveTrack oppure i QuickShots.

Nella mia prova ho potuto giocare anche con i DJI Goggles. Giocare letteralmente, in quanto tramite HDMI possiamo trasformarlo in un megaschermo: io ho approfittato per giocarci a Zelda con la Nintendo Switch! Ma ovviamente possiamo collegarli al radiocomando del drone per godere di una suggestiva visione in prima persona.

Nella dotazione l’unico punto poco convincente risulta il caricabatterie, con un aggancio poco stabile: obbligatorio tenere d’occhio i led sul pacco batterie per verificare che la carica stia procedendo correttamente.

esperienza d’uso

Vi dicevo che volare con il DJI Mavic Air è incredibilmente facile. Ma in realtà prima si deve capire come funziona tutto l’insieme. Al primo impatto potremmo essere spiazzati da operazioni banali come l’apertura dei bracci del drone, in quanto quelli anteriori vanno ruotati in un verso mentre quelli posteriori in un altro. Risulta quindi utile dedicare una decina di minuti alla visione dei tanti tutorial video disponibili online.

Una volta acceso il drone, acceso il radiocomando e collegato lo smartphone, si prosegue in discesa. Anzi, sarebbe più corretto dire che si procede in verticale! Il decollo può essere effettuato sia in automatico che in manuale. Appena si lasciano i comandi risulta impressionante la stabilità a mezz’aria anche in condizioni di leggero vento.

Purtroppo il vento è un aspetto da tenere bene in considerazione nei confronti dell’autonomia. La casa dichiara infatti 21 minuti di autonomia, ma in realtà basta un po’ di vento e magari l’uso dei paraeliche, che giustamente aggiungono peso, per dimezzare il tempo di volo.

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La schermata di volo completa di telemetria in tempo reale

L’insieme telecomando e smartphone permette di gestire i movimenti e le riprese in modo preciso ed efficace. Come già detto risultano utilissime le funzioni QuickShot: per far muovere il drone attorno al soggetto come se fosse un boomerang bastano un paio di tap sullo schermo dello smartphone. Anche ottenere effetti in cui la ripresa si allontana dal soggetto mentre il mondo diventa una piccola sfera, risulta fin troppo semplice: basta selezionare la funzione Sphere.

Se vogliamo lavorare “alla vecchia maniera” abbiamo comunque una risposta ai comandi sempre pronta ma al tempo stesso mai brusca. Se invece siamo da soli e vogliamo farci riprendere possiamo sfruttare il controllo tramite gesti, realmente efficace, oppure ancora meglio l’ActiveTrack, in cui il drone ci insegue anche mentre ci muoviamo rapidamente.

i risultati

Al mio primo volo ho mandato il DJI Mavic Air a 100 metri di quota e ho lasciato i comandi. Il drone è rimasto letteralmente inchiodato a mezz’aria. Riguardando le riprese video sembra che il drone sia andato a posarsi su un piano invisibile a 100 metri di altezza!

La qualità dei risultati è infatti garantita sia dalla stabilità impressionante in volo, sia dal gimbal su tre assi, sia dal sensore CMOS da 1/2.3” e 12 MP, abbinato a un’ottica equivalente 24mm con aperture f/2.8. Senza dimenticare l’elettronica, sempre pronta e puntuale specialmente nella gestione dell’esposizione e del bilanciamento del bianco.

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Il Castello della Rancia di Tolentino (MC) ripreso da una quota di 100 metri

Ci si trova quindi con spezzoni video che non richiedono interventi di postproduzione. Per chi volesse però giocare con l’elaborazione, fa piacere avere un flusso video a 100Mbps capace di registrare in 4K 30p e in FullHD 120p, così come immagini singole anche in formato RAW DNG.

conclusioni

Per chi ama la fotografia e il video le riprese aeree sono un’attrattiva irresistibile. Ma spendere varie centinaia di Euro, per un oggetto che è fin troppo facile distruggere mentre si cerca di imparare a pilotarlo, fa spesso desistere sia gli appassionati che i professionisti.

DJI si rivolge proprio a queste persone con un prodotto molto maturo specialmente dal punto di vista dell’elettronica, capace di gestire in modo quasi del tutto autonomo il volo, lasciando all’operatore solo la gestione creativa delle riprese. Questo, infatti, in estrema sintesi è il DJI Mavic Air: uno strumento creativo estremamente potente, poiché consente all’operatore di dimenticarsi i problemi legati al volo. 

DJI Mavic Air: rende tutti piloti?
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1 Commento

1 Commento

  1. Mauro

    21 aprile 2018 at 10:53 am

    Certo che parlare di obbligo del patentino..mi sembra assurdo. Non è previsto dall’enac obbligo di uso del patentino. Se non voli sopra assembramenti di persone e lontano da edifici in modo da non causare danni si può volare senza patentino. Secondo punto..in Italia è vietato volare sopra i 70m di quota..a meno che non sia autorizzato. Non so se l’autore dell’articolo ha il patentino e se sia autorizzato ma la ripresa da 100m mi sembra fuori dalla legge dettata dall’enac..quindi credo che una migliore letta alla normativa enac da parte dell’autore dell’articolo dovrebbe essere fatta..giusto per non diffondere DISINFORMAZIONE.

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