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Filtri: il colore del bianconero

FILTRI DI CONTRASTO

Per controllare in ripresa i colori della scena in modo che in bianconero sia rappresentata con un rapporto ottimale tra le tonalità di grigio occorre usare i filtri di contrasto. In stampa, un taxi giallo risulterà molto chiaro, mentre un’auto azzurra apparirà in grigio scuro. Quando esistono tonalità di colore così forti, la distanza fra i grigi riflette fedelmente l’intensità dei colori originali, ma quando vi trovate a fotografare colori diversi, ma d’intensità simile, le cose cambiano e la loro riproduzione potrebbe mostrare un tono di grigio tale da renderli poco distinguibili così come sono, invece, in realtà. È qui che vengono in aiuto i filtri di contrasto. E non dimenticate che pur se pancromatiche, la sensibilità delle pellicole bianconero non è costante per tutti i colori dello spettro: per esempio, c’è una maggiore sensibilità al blu e al rosso che non al verde.

I filtri di contrasto hanno la proprietà di consentire la trasmissione di circa il 90% della luce riflessa da oggetti del proprio colore riducendo quella dei colori diversi. Come test preventivo, basta portare il filtro all’occhio per notare, a parte la colorazione della scena, come i colori simili al filtro si schiariscano mentre gli altri scuriscono.

Paesaggio. I filtri svolgono un ruolo importante soprattutto nella fotografia di paesaggio in bianconero. Pensate ai bei cieli dei film di John Ford con quelle belle nuvolette bianche tipiche dei territori del West. Poiché pellicola bianconero è particolarmente sensibile al blu il cielo, che già tende ad essere sovraesposto per questo motivo, è sempre più luminoso del terreno. Morale: sul negativo sarà annerito quasi quanto le nuvole bianche per cui, in stampa, otterrete un cielo sfondato sul quale le nuvole non potranno risaltare. I cieli alla John Ford si ottengono montando sull’obiettivo un filtro giallo medio o arancione. Riducendo il passaggio di blu, questi filtri (ma in proporzioni diverse) determinano la sottoesposizione del cielo che, sul negativo, apparirà più trasparente. Al contrario, il bianco delle nuvole impressionerà bene l’emulsione così che esse appariranno ben disegnate sulla stampa finale, dove il cielo verrà reso con un grigio equivalente per densità all’azzurro intenso del cielo limpido.

Riproduzione dei colori. Pensate a due oggetti vicini: uno rosso scuro e l’altro blu. Nella realtà, e nella fotografia a colori, la loro identificazione è data dal diverso colore. Dire “rosso” in una fotografia a colori è sufficiente a far identificare il soggetto a sinistra visto che quello blu si trova a destra. In bianconero, invece, entrambi i soggetti potrebbero presentarsi con un tono di grigio molto simile. Quindi, dire “rosso”, significa dare un’indicazione insufficiente. Per evidenziare la differenza rosso-blu il filtro rosso produce due diverse intensità di grigio, più o meno come li percepisce l’occhio: il rosso (sovraesposto) è più chiaro del blu (sottoesposto).

Il fattore filtro. Per ogni filtro il produttore fornisce un fattore per il quale moltiplicare (aumentare) l’esposizione in funzione della sua densità misurando l’esposizione con un esposimetro separato. Usando quello della fotocamera in manuale, si deve aumentare l’esposizione con il correttore manuale (+1,3X, +2X, ecc.). La correzione non è strettamente necessaria in automatico perché la cellula tiene conto della densità del filtro. In qualche caso un secondo fattore è indicato per riprese in luce artificiale. Nelle schede seguenti questo valore è indicato in parentesi. L’aumento di esposizione accoppiando un filtro di contrasto al polarizzatore è uguale alla somma dei due fattori.

Esempi di moltiplicazione (fattore X = + stop diaframma):

1,3X = +1,3 f/, 1,6X = +2,3 f/, 2X = +1f/, 2,5X = +1 1/3 f/, 3,2X = +1 2/3 f/, 4X = +2 f/ ….. 8X = +3 f/.

Attenersi al fattore filtro non è tassativo. È possibile aumentare l’esposizione meno del previsto o non aumentarla affatto per ottenere una sottoesposizione intenzionale; il risultato però sarà sempre di difficile previsione. Quando non siete sicuri, scattate sempre un paio di fotogrammi con esposizione leggermente variata. Il numero indicato nelle schede si riferisce allo standard Wratten (Kodak), i fabbricanti possono infatti adottare numeri o sigle alfanumeriche della marca.

Le variazioni di grigio nella serie che presentiamo sono tipiche di un set basato su colori estremi e di origine naturale. Anche se le variazioni posso sembrare minime, chiariscono il comportamento dei colori nella fotografia in bianconero. Nelle riprese reali, i risultati possono variare in modi molto diversi anche a seconda della qualità della luce sia in esterni che in interni.

CARATTERISTICHE

I filtri sono importanti, ma non per questo è necessario averne un campionario completo. Nella scelta, seguite le vostre preferenze tenendo conto del vostro stile. Nelle schede sono descritti i classici filtri di contrasto con un criterio crescente legato alla trasmissione. Due filtri gialli di diversa densità offrono prestazioni più o meno intense, quindi sceglietene due che diano risultati visibilmente diversi. Per esempio: giallo medio e arancione, oppure verde e rosso. Fotografando in bianconero un paio di filtri di contrasto sono sempre consigliabili. La differenza di diametro degli obiettivi per montare filtri obbliga a duplicazioni o all’uso di ghiere o adattatori per montare il filtro per l’obiettivo di maggiore diametro su quello di diametro inferiore.

Le coppie di fotografie consentono di verificare le variazioni delle tonalità di grigio a seconda del colore del filtro utilizzato. Le riprese sono state eseguite in luce solare considerando il fattore filtro. Pellicola Ilford Delta 100 Professional con trattamento standard.

senza filtro

SENZA FILTRO. Questo primo confronto tra l’originale a colori e la ripresa in bianconero senza filtro permette anche di valutare gli effetti prodotti con filtri di contrasto dei vari colori. In questo caso si nota come il rosso e il verde siano stati riprodotti in due grigi molto simili.

Giallo N. 8. Rende l’effetto finale più vicino alla realtà. Scurisce leggermente il cielo facendo risaltare le nuvole senza forzature, ma eliminando la residua sensibilità ai raggi ultravioletti delle pellicole bianconero. Da considerare standard nel paesaggio con cieli aperti, rende più naturale la carnagione molto chiara.

I filtri gialli sono disponibili in diverse densità, ma i più utili sono il N. 8 medio e il N. 15 scuro. Il primo, ha un fattore filtro 2 (1,5 in luce artificiale), il secondo taglia di più la radiazione del blu assorbendo anche parte delle luce verde, ha un fattore filtro 2,5 (2). È utile per la riproduzione di documenti ingialliti. I filtri gialli penetrano, con efficacia proporzionale alla densità, il velo atmosferico e la foschia. Il N. 8 taglia le radiazioni al di sotto dei 470 nanometri, mentre il N. 15 quelle inferiori a 520nm.

filtro giallo

FILTRO GIALLO. Il peperone giallo perde un po’ di dettaglio rispetto alla SF (senza filtro). Il rosso ed il verde hanno assunto un tono appena più intenso ma sono piuttosto simili riflettendo luce anche nella radiazione dei giallo.

Verde N. 11. È uno dei filtri di contrasto più interessanti. Ha effetto sul fogliame in quanto compensa una certa caduta di sensibilità al verde delle pellicole. Scurisce il cielo, le zone d’ombra che ricevono luce riflessa dal cielo, schiarisce i gialli e in parte rosso. Nei ritratti dà alla pelle un tono ottimale, nelle riprese all’alba o al tramonto evidenzia le striature rosate o rosse delle nuvole.

Il filtro giallo-verde N. 11 ha un fattore 4, mentre il N. 13 che produce un effetto più intenso, ha un fattore 5 (4). Il primo restituisce i colori con toni di grigio più rispondenti alla realtà specie con illuminazione artificiale, ed è utile nella riproduzione di documenti per eliminare tracce e macchie gialle o rosso scuro. Tagliando il blu, riduce l’aberrazione cromatica degli obiettivi. Il verde medio N. 13, comunque, è quello preferibile in esterni, soprattutto in primavera, per ottenere la più ampia scala tonale fra i verdi dei prati, degli alberi e dei germogli. Questi due filtri hanno effetto sulle radiazioni inferiori ai 410nm, e su quelle tra i 600 ed i 700nm (banda del rosso).

filtro verde

FILTRO VERDE. A colpo d’occhio si nota l’efficacia di questo filtro che stabilisce uno stacco più gradevole tra rosso e verde. Il giallo nonostante sia molto carico, appare sempre più chiaro della realtà.

Arancione N. 21. Poco utilizzato in quanto produce un effetto intermedio tra il giallo N. 15 ed il rosso N. 25, è un filtro apprezzabile perché determina un annerimento del cielo che non raggiunge il livello di drammatizzazione del filtro rosso. Migliora il contrasto tra i gialli ed i rossi, mentre è molto buona la penetrazione della foschia grazie all’assorbimento delle radiazioni blu e blu-verdi. Uno degli usi più indicati del filtro arancione è quello nella fotografia di architettura in quanto tende a esaltare i contrasti delle facciate bianche delle case o dei monumenti fornendo un effetto maggiore nitidezza. Il fattore filtro del filtro arancione N. 21 è 4 (2). Blocca le radiazioni inferiori ai 550nm.

filtro arancione

FILTRO ARANCIONE. Non è eccezionale il rapporto rosso verde, mentre la forma del peperone giallo è ben sottolineata e la cipolla appare più definita.

Rosso N. 25. È il filtro per dare il massimo risalto alle nuvole, per drammatizzare l’effetto di un panorama o rendere temporalesco un cielo poco minaccioso. È il migliore per penetrare la foschia e, dunque, può essere usato anche solo per questo scopo, come nella fotografia aerea. Poiché la foschia è costituita da luce diffusa da particelle sospese nell’atmosfera nella radiazione del blu, il filtro rosso ne riduce più degli altri l’effetto barriera. In combinazione con il polarizzatore, dopo qualche esperimento, può produrre efficaci effetti notturni. Nel ritratto, rinforza l’incarnato e può esaltare la presenza di lentiggini.

È proposto in due densità principali, N. 23A e N. 25. Quello più utilizzabile è il secondo più chiaro che inizia a tagliare le radiazioni inferiori a 580nm, ma può produrre effetti sul fogliame. Occorre, dunque, una certa attenzione per non cadere nell’eccesso di contrasto. Il fattore filtro del N. 23A è 6 (3), quello del N. 25 è 8 (5). Quest’ultimo, necessario per le riprese con pellicola infrarossa bianconero, taglia le radiazioni inferiori a 600nm e principalmente il blu. Il filtro rosso può produrre una sottoesposizione su apparecchi dotati di esposimetro TTL con cellule al CdS.

filtro rosso

FILTRO ROSSO. Con il filtro rosso si è ottenuto l’effetto più efficace per il rapporto rosso verde, ben disegnata la forma del peperone rosso. Dettaglio più evidente sulla cipolla.

Blu N. 47. Poco usato dai fotografi, il filtro blu N. 47 crea effetti opposti al rosso. Drammatizza la foschia e la nebbia per dare un tocco invernale ai panorami. Schiarendo il cielo e tutte le tonalità blu scurisce il verde del fogliame ed i rossi scuri. Può rivelarsi utile per separare i toni di grigio di oggetti che potrebbero produrre, in stampa, densità troppo uguali.

Aumenta il contrasto nella riproduzione di disegni o documenti ingialliti o copie cianografiche cancellando o attenuando ogni traccia azzurra, come righe o macchie d’inchiostro. Il fattore filtro del N. 47 è 6 (12); per quello che riguarda la trasmissione dei colori, blocca le radiazioni sotto i 380nm e quelle comprese tra i 550 ed i 680nm.

filtro blu

FILTRO BLU. L’effetto più evidente è l’annerimento del peperone verde che quasi si confonde con lo sfondo.

IN APERTURA. Canyon de Chelly, Arizona. Filtro giallo N. 15.

 

Filtri: il colore del bianconero
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