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Canon EOS M5, è arrivata la svolta?

Con la nuova mirrorless anche Canon punta a dire la sua nel mercato delle mirrorless. La EOS M5 potrebbe essere il nuovo punto di partenza di un sistema sicuramente da completare ma che ora delle solide basi 

Eravamo circa alla metà del 2012 quando finalmente anche Canon decise di presentare al pubblico la sua prima fotocamera mirrorless dopo che Panasonic e le altre erano sul pezzo da ormai circa quattro anni. Probabilmente la EOS M, così si chiamava la prima mirrorless Canon, era stata presentata quasi per dovere, come se qualcuno avesse suggerito all’azienda che forse era il caso di muoversi anche in quella direzione. Così, senza troppa convinzione, forse anche per paura di una perdita di interesse nei confronti delle proprie reflex, è iniziato il ciclo delle EOS M, che però fino all’annuncio dell’ultima nata non aveva convinto ancora molti. I trend di mercato in costante crescita per quanto riguarda le mirrorless hanno invece convinto Canon ha puntare con decisione sul sistema M, complice forse anche il calo delle reflex, presentando un prodotto che già solo ad una prima occhiata ha dato l’impressione di essere una fotocamera di altro livello rispetto alle precedenti EOS M. Che finalmente con la EOS M5 sia arrivata la svolta mirrorless in casa Canon? Vediamolo insieme. 

Dal punto di vista tecnologico la nuova EOS M5 è molto vicina alla reflex di fascia media EOS 80D ed il suo cuore è infatti lo stesso sensore APS-C da 24,2MP con tecnologia Dual Pixel, ma con una piccola differenza rappresentata da alcune microlenti gapless per la riduzione del rumore. Al suo fianco lavora il processore d’immagine DIGIC 7 che porta in dote scatti in sequenza ad una cadenza di 7fps scattando in formato RAW e con autofocus attivo o fino a 9fps se il fuoco è manuale. Scattando invece in JPEG la M5 rallenterà la propria cadenza solo arrivati a 26 file consecutivi. Un bel passo avanti rispetto alla M10 che non andava oltre i 4,6 fotogrammi al secondo. Il nuovo processore consente anche di scattare immagini RAW a 14 bit, una sensibilità che si espande da 100 a 25.600 ISO e altre funzioni come la riduzione del rumore in camera o l’Auto Light Optimiser. 

Passi in avanti sono stati fatti anche dal punto di vista del sistema autofocus, un Dual Pixel CMOS AF, lo stesso che possiamo trovare su alcune reflex della casa, che permette di utilizzare ogni singolo pixel del sensore per la messa a fuoco in grado quindi di essere molto reattivo e veloce nell’agganciare il soggetto. Sono 49 i punti di fuoco anche se solo 9 selezionabili manualmente. Si tratta comunque di caratteristiche che potranno permettere di utilizzare con buoni risultati la EOS M5 anche per la fotografia in natura o sportiva. 

Dal punto di vista dell’ergonomia e del design abbiamo trovato un apparecchio comodo anche per delle mani abbastanza grandi grazie all’impugnatura molto pronunciata; l’introduzione di una serie di ghiere per il controllo dei modi di ripresa, della correzione dell’esposizione per la selezione di tempi e diaframmi rendono la piccola M5 molto più simile ad una reflex non solo nella forma ma anche nell’utilizzo. L’introduzione di un mirino elettronico OLED da 2.360k punti integrato, che appare per la prima volta in una EOS M, è poi sicuramente un punto a favore di questa mirrorless. Sul dorso, invece, troviamo un display orientabile touchscreen ha una diagonale di 3,2 pollici e una risoluzione pari a 1.620k punti: le funzionalità tattili possono essere utilizzate per scegliere il punto di fuoco e per scattare, ma anche per navigare nel menu e nelle foto in modalità review. 

Infine, non manca la possibilità di registrare video, la risoluzione massima scelta da Canon è il Full HD a 60fps ma non mancano prese per microfono esterno, ma non per delle cuffie per poterlo monitorare. Chiaramente non è indicata per video professionali come altre mirrorless sul mercato ma anche grazie allo stabilizzatore integrato su 5 assi si possono portare a casa buoni risultati. Ci chiediamo solo come mai non sia stato integrato il formato 4K. 

Come invece era ovvio che fosse, sono presenti sia un modulo Wi-Fi, uno Bluetooth e anche uno NFC per poter inviare le immagini (a pieno risoluzione o ridotta) ad uno smartphone o ad un tablet su cui sia installata l’app Camera Connect di Canon. 

I risultati ottenuti con la nuova Canon EOS M5 sono molto interessanti, chiaramente caratterizzati da quei toni caldi tipici della casa, ma ricchi di dettagli e a tratti sorprendenti nella gestione della gamma dinamica. Siamo dunque convinti che la nuova strada intrapresa sia quella corretta, cercando di sviluppare una vera mirrorless come la M5 alla quale, però, andranno sicuramente affiancati più obiettivi rispetto a quelli al momento disponibili. Sono infatti poche le ottiche native per la EOS M, ed in certi casi anche troppo simili tra loro, e nonostante tramite anelli adattatori sia possibile poi contare su più di 60 altri obiettivi, sarebbe bello vederne di più studiati direttamente per il segmento mirrorless. In particolare mancano obiettivi a focale fissa e molto luminosi e che soprattutto non facciano perdere la comodità di un apparecchio piccolo e compatto dovendo montare ottiche nate per altre fotocamere e decisamente più ingombranti e pesanti di quelle native. 

La Canon EOS M5 è sul mercato a €1.159, mentre entrambi gli obiettivi usati per il test, il EF-M 15-45mm f/3,5-6,3 IS STM e lo standard EF-M 18-55mm f/3,5-5,6 IS STM vengono entrambi €329,99. 

Canon EOS M5, è arrivata la svolta?
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